domenica 14 giugno 2020

recensione AMMAZZALAVORO - Marco Turco



Se c'è una cosa che mi è venuta difficile in questi giorni, è stato parlare di questo libro senza fare spoiler. 
Sono stata seriamente messa in difficoltà da Virginia, non che l'avessi sottovalutata eh.. ok dai, forse un po' si, però ho cambiato idea quasi subito. 

Chi è Virginia? Avete ragione, lei è un po' timida (ma anche molto sfacciata), quindi ve la presento io. 
Virginia è una ragazza alla soglia dei trent'anni, senza amici, senza un compagno, senza un lavoro.
Virginia è tutti e nessuno, è la nostra vicina di casa che ha difficoltà a trovare la propria strada, ma è anche il capo gruppo, quello forte e deciso che guida tutti. 
Virginia è uno dei più grandi enigmi dei nostri giorni. Lei rappresenta, come scrive l'autore stesso, "l'esasperazione di una piaga sociale" del nostro secolo.

Se dopo continue ricerche, varie porte chiuse in faccia e infiniti "le faremo sapere", Virginia ancora non ha trovato un lavoro, lei ha deciso di rifarsi a quella frase che piace tanto a tutti: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. 
Allora ci si rimboccano le maniche e se Virginia non trova un lavoro, sarà il lavoro ad andare da lei, perché quando crei tu qualcosa (in prima persona), nessuno può togliertelo. 
Nasce così Ammazzalavoro, non si parla di altro se non di lui (sì, perché tutti credono sia un maschio. Un caso? Non credo!). Niente contratti da firmare, niente colloqui tutti uguali e senza senso, solo sangue freddo e mente lucida.
Virginia non aveva pensato di dare quel nome al proprio lavoro onestamente, sono gli altri che l'hanno inventato, così come inventano tante cose, ma si sa.. ogni tanto bisogna far credere alla gente ciò che vuole. 

Come ogni serial killer che si rispetti, lei ha pianificato tutto, ha organizzato le cose nel minimo dettaglio, ha ben chiaro in mente il proprio progetto. Se il mondo non è giusto con lei, vorrà dire che si farà giustizia da sola (con quella che è la propria idea spuria di giustizia, come dice lei stessa). 
C'è amarezza nelle sue parole, c'è il sapore della sconfitta, la voglia di vendetta.
C'è una protesta ironica in questo romanzo, c'è l'apocalisse sociale nella quale la gente morta continua a camminare. 
C'è tanto, tanto, tanto da ridere. Nonostante non si tratta di una favoletta divertente, ma della cruda realtà in un'ottica senza compromessi, Virginia (per merito dell'autore Marco Turco) vi farà sorridere fino alla fine. 

Non leggete questo libro con i vostri occhi, ma lasciate che Virginia vi guidi con il suo sguardo.
Non concentratevi sulla padronanza linguistica dell'autore, perché potrebbe nascere un po' di invidia; piuttosto dedicate la vostra completa attenzione a leggere tra le righe, perché se saprete farlo, vi accorgerete che c'è scritto tanto.
Non condannate Virginia come farebbe chiunque, perché solo il tempo metterà in ordine quei pensieri confusionari che vi siete creati. 
Non etichettate questo libro, perché vi assicuro che dopo averlo letto, vi renderete conto che non esistono etichette che possano collocarlo e condannarlo ad essere una sola cosa. 


Ho scritto una recensione diversa dal solito, Virginia mi ha ispirata.
Se molte parole vi sembreranno incomprensibili, senza alcun significato logico, vi prego di leggere il libro e poi scrivermi per parlarne, perché son certa che a quel punto saprete argomentare ogni frase scritta qui sopra. 
Un libro che cela mistero in tutta la sua essenza, come Ammazzalavoro, ho creduto meritasse una recensione che potesse anch'essa essere nascosta da quell'alone opaco che crea l'ignoto. 
Un libro scritto così bene, credo che catturerebbe l'attenzione di chiunque, anche se parlasse della cosa più banale che vi venga in mente; ma se considerate che il tema trattato è importante quanto immortale (al momento, purtroppo), allora concorderete con me che Marco Turco ha fatto tombola. 


1 commento:

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