sabato 14 novembre 2020

recensione TIMOTHY WALTON E L'OSPEDALE DEI VAMPIRI - Manuela Bassetti



Titolo: Timothy Walton e l'ospedale dei vampiri
Autore: Manuela Bassetti
Casa Editrice: Errekappa edizioni
Genere: libro per bambini
Link D'Acquisto: clicca qui

Timothy Walton è un piccolo vampiro che ha più paure che anni, eppure ha già soffiato la sua centoventiseiesima candelina.
Affetto da anemia viene ricoverato in uno degli ospedali più prestigiosi dell'Inghilterra perché la sua condizione di salute inizia a diventare precaria.
All'interno di quello che può quindi essere considerato uno dei luoghi meno adatti per fare nuove conoscenze, Timothy non solo incontrerà ragazzi suoi coetanei, ma troverà in loro tutto ciò che ha sempre ed involontariamente desiderato.
Per la legge che gli opposti si attraggono, deve per forza essercene anche un'altra che spiega come tanti opposti messi insieme, possano creare qualcosa di magnifico. Perché ognuno di loro, da Sam a Sophia, da Karl a George ed Esteban, nella propria unicità, ha qualcosa in comune a Timothy. 
Ognuno di loro crede di avere un motivo per cui sentirsi diversi, di cui vergognarsi.
Ma quando sono tutti insieme, quando l'unione fa la forza, le diversità non esistono, i problemi si annullano. 
Che poi, la cosa più importante è: cosa succede nella stanza numero 20?
Il mistero ormai è lanciato, i ragazzi sono pronti ad accogliere la sfida e scoprire chi c'è dietro quelle mura.

Una storia per bambini, ragazzi e adulti. Una storia sull'importanza dell'amicizia e della soggettività. Una storia che racconta della fragilità come un punto di forza e non uno di debolezza.
Una storia narrata dalle parole di Manuela Bassetti che con il suo tatto, una spiccata dote ironica e tanto amore, vi farà innamorare di questi piccoli vampiri e dei loro "difetti". 
Perché se è vero che nessuno è perfetto, è anche vero che innamorarsi di qualcuno significa innanzitutto amare i suoi difetti. 

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è senza dubbio l'ambientazione, perché per una persona che come me, percorre quei corridoi di ospedale ogni giorno per lavoro, leggerne di simili ma con qualche amichetto in più, è stato bellissimo.
L'approccio alla malattia, a tutto quello che concerne un ricovero ospedaliero e tutto ciò che succede al di là di quelle porte, viene spesso posticipato nella vita di ognuno. Perché si parla di cose belle, non di argomenti angoscianti. Perché con quali mezzi si spiega tutto questo ad un bambino che per fortuna ancora non conosce tutto questo?
Ecco, io ve la butto lì: prendete in mano questo libro e leggetelo ai vostri bambini. Avvicinarsi a questo mondo con degli amichetti vampiri, con le loro piccole avventure e vedrete che parlare di tutto questo verrà naturale. 
Un domani una persona cara potrebbe essere ricoverata in ospedale e a quel punto i nostri bambini sapranno che non c'è nulla di male, che lì dentro si curano le persone (e i vampiri) e che la gente attorno è tutta buona. 

Ma anche tu che ormai non sei più un bambino e stai leggendo queste mie parole senza un ordine (si, lo ammetto: quando qualcosa mi cattura completamente, abbandono i miei schemi e ogni logica e scrivo a flusso continuo) sappi che Timothy Walton avrebbe qualcosa da insegnare anche a te, potrebbe ricordarti la bellezza di quell'età, aiutarti ad abbattere quei muri di pregiudizi che con gli anni si sono innalzati, ma anche aprirti gli occhi su ciò che hai intorno, sulla bellezza degli amici veri che ti circondano, sulla bellezza delle proprie paure, ma soprattutto sulla bellezza della diversità di ognuno di noi.

Con un pizzico di fantasia e una manciata di affetto, Manuela Bassetti ha scritto quello che a mio parere è uno dei libri per bambini più carini che abbia letto nella mia carriera da adulta con la sindrome di Peter Pan. Che se all'età di otto anni avessi incontrato per caso questo romanzo, chissà.. magari mi sarei avvicinata al magico mondo dei libri prima delle scuole superiori. 




venerdì 6 novembre 2020

recensione LA SESTA OPERA - Luca Centi

Che Lavinia mi è subito entrata nel cuore, non l'ho mai nascosto (nemmeno a me stessa) sin dalla prima pagina. Che sua zia Sabine mi è subito stata antipatica invece.. ok no, anche questo è vero.
Ma nonostante il cliché della bimba orfana con un dono incredibile, odiata dalla crudele zia, sappiate che il primo pensiero che mi è venuto in mente appena ho terminato di leggere La sesta opera è stato: questo libro è originale, affascinante, spettacolare!

Le descrizioni ed i dialoghi credo siano le parti più difficili nella stesura di un romanzo, o comunque lo sono certamente per il lettore: perché in entrambi c'è una linea sottile quasi impercettibile di margine tra il noioso e l'inesistente. Luca Centi sa creare dei dialoghi ben equilibrati, ma a mio parere possiede un particolare dono: sa descrivere.
Quelle ambientazioni le ho potute toccare con mano nella mia mente, le ho potute ricordare minuziosamente anche nei giorni successivi, le ho potute amare come se le avessi visitate nell'ultima vacanza.

Provate anche solo ad immaginare una New Orleans del 1863, sappiate però che non arriverete mai a quello che ha creato l'autore.
Le cinque Opere sono le cinque divisioni del proprio potere che anticamente Sibilla creò, ma forse qualcosa è andato storto, perché Lavinia diventa la sesta Opera, quella inesistente, quella impossibile.
Eppure a lei basta canticchiare mentalmente una Filastrocca che le permette di accedere direttamente alle porte del Limbo. Ma nessuno lo sa, perché come in un buon fantasy che si rispetti: il potere dei segreti è maggiore di quel che si può immaginare.

Tempo fa ho letto su una rivista che leggere un libro è il modo più sicuro, comodo ed economico per viaggiare. Oggi posso consigliarvi di farlo con La sesta opera, posso consigliarvi di viaggiare a bordo delle sue pagine e di concedervi il lusso di perdervi tra le parole di Luca Centi. Ma vi consiglio anche di farlo su una poltrona comoda, fingendo di essere in prima classe. Che forse poi, questo libro un po' lo è, e il posto prioritario viene prenotato in automatico.




giovedì 5 novembre 2020

recensione MAI DIRE MAI - Lea Landucci




Mia mamma me l'ha sempre detto: mai dire mai.
Ma quando l'ho letto tra le parole di Lea Landucci, mi è piaciuto di più, sappiatelo! (ma non ditelo a mia mamma).
Per una come me, per la quale le cose sono tutte bianche o nere, per la quale non esistono sfumature, variabili ecc, dover considerare che tutto può cambiare, che non bisogna mai precludersi nulla, non è mica facile! Ci lavoro da 24 anni e ancora faccio errori.

Mai dire mai potrebbe essere un ottimo punto di partenza per Mai una gioia che a causa della ristampa con la casa editrice Sperling & Kupfer è fuori commercio (sarà disponibile i primi mesi del 2021), ma che avevo già letto quando fu pubblicato in self dall'autrice. 
Questo primo approccio all'autrice, son certa farà scoccare quel colpo di fulmine con la sua scrittura. Son certa amerete la sua narrazione, l'ironia e profondità dei temi, il suo essere nel chick-lit a pieno.
Son certa che Sabrina, la nostra Sabrina, sarà accolta a braccia aperte da ognuno di voi, ma soprattutto: son certa che saprete come accoglierla nel migliore dei modi.

"Una vita passata a sconfiggere i pregiudizi" è ciò che spesso leggiamo, ma Sabrina l'ha sempre sostenuto: non deve dimostrare niente a nessuno, se non a se stessa. Cosa le importa se la gente crede sia una bionda stupida? Cosa le importa se la gente crede nella superficialità della sua vita? Cosa le importa se la gente crede che non ha mai sudato per ottenere qualcosa? A lei non importa, lei sa quanto vale e non ha bisogno di conferme.. ok forse di qualcuna si, forse delle sue amiche glie ne importa.
Cristina e Daniela. Si, del loro parere le importa!

Inizia tutto dopo la tanto attesa laurea, la madre decide di tagliarle i fondi e a lei non resta che rimboccarsi le maniche.
Ma quando la tua tavoletta d'argilla non riesce a diventare ciò che hai nella testa, quando assume una forma diversa, cosa fai? Lei si è accontentata, all'inizio si fa sempre così per sopravvivere no?
Ma per fortuna, il destino ogni tanto è più furbo di noi. Quindi povera Sabrina, non abbatterti. Preparati per l'arrivo di una nuova tavoletta, concentrati e trasformala in tutto ciò che hai sempre desiderato. Sei una tosta, l'hai sempre saputo. Lo so anche io. 

Lea Landucci, donna da mille risorse, mi incanta quotidianamente con le sue instagram stories, con i dietro le quinte (nel vero senso della parola) della sua scuola di improvvisazione teatrale, ma anche con i segreti dell'algoritmo del nostro amato social, con gli SOS bookstagrammer, con il bookstaconsigli.
Mi incanta quotidianamente con il suo senso dell'umorismo, con il suo "buongy" anche se non è per niente una buona giornata, con i video a Madre sempre tanto attesi.
Mi incanta quotidianamente attraverso lo schermo di un telefonino, ma mi incanta anche con le sue parole. Perché iniziare a leggere un suo libro significa avere la consapevolezza di non esserci per niente e per nessuno finché non lo si termina. 
Perché iniziare a leggere un suo libro significa essere inghiottiti dalla storia senza voler cercare la via d'uscita.
Perché iniziare a leggere un suo libro significa innamorarsi perdutamente di ogni singola sfumatura del racconto, anche per una come me a cui le sfumature non sono mai piaciute.

Con "Mai una gioia" avevo già compreso e apprezzato le qualità di quest'autrice, poi con "Mai dire mai", benché per gli autori un secondo libro è sempre più difficile del primo, ho semplicemente rinnovato il mio parere a riguardo.

martedì 3 novembre 2020

recensione IN OGNI GOCCIA DI PIOGGIA - Giordana Schiattarella

  Titolo: In ogni goccia di pioggia
Autori: Giordana Schiattarella
Genere: Romance
Link D'Acquisto: clicca qui

In ogni goccia di pioggia rientra a pieno in quei libri che a me piace definire: storie di giovani, ma non solo per giovani. 
La trama, ben articolata, richiama un po' quei romanzi che mi piacciono tanto, quei colpi di fulmine (più colpi che altro), quegli opposti che si attraggono (forse non sono poi così diversi), quei finali attesi e agognati. Ma soprattutto, la trama nasconderà sin dall'inizio un elemento importante, creando quel velo di mistero attorno alla storia, quell'identità citata ma mai nominata, quella persona che dareste qualsiasi cosa per sapere chi sia. 
E non provate ad indovinarla come ho fatto io, ogni tentativo sarà vano!

Melissa, la nostra protagonista anticonformista, quella che ribalta un po' i canoni alla quale siamo abituati, è una ragazza che ha le idee chiare, è schietta e decisa, sa cosa vuole e ciò che non fa per lei. Ma come ogni buon tortino al cioccolato che si rispetti, all'interno della corazza croccante, si nasconde un cuore caldo di cioccolato fuso. Infatti lei, nonostante ciò che appare, è una persona estremamente fragile e dolce, a cui la vita non ha riservato solo gioie.

Dall'altra parte invece troviamo Elijah, il tipico protagonista maschile di cui potrei innamorarmi all'infinito, che è inutile opporre resistenza, perché tanto so già che il suo fascino mi conquisterà. 
La sua enigmatica figura, imparerete a conoscerla pian piano, non è un ragazzo che si apre subito e con tutti, ha bisogno di tempo e di avere la certezza che si può fidare di voi, ma state tranquilli che quando succederà, non lo mollerete più. 

Un libro che oserei dire ruota attorno alla parola dolore.
Che ne parla con naturalezza, che cancella i tabù della società, che non c'è nulla di male a mostrarlo. 
I nostri protagonisti ci insegneranno a convivere con il dolore, ci insegneranno che far finta che non esista, è il peggior modo per combatterlo, che anche quando sembra ci schiacci il petto, in realtà siamo già a buon punto con la nostra vittoria.
Un libro che affronta temi importanti con una tranquillità e disinvoltura apprezzata da una me lettrice, che nonostante qualche ripetizione, si legge tutto d'un fiato.
Un libro che metterà a dura prova la vostra corazza di "io non piango mai per i libri", perché di occhi lucidi ve ne farà fare tanti e... qualche lacrimuccia traditrice son certa farà capolino sul vostro viso.

Giordana Schiattarella, non è nuova nella mia libreria, infatti anni fa ho già letto il suo romanzo "Schegge del cuore"  una storia d'amore e "Senza far rumore" una raccolta di poesie.
E se è vero che oggi siamo tutto ciò che siamo stati, Giordana porta con se in questo romanzo, il suo bagaglio da autrice: infatti, questo libro, rispetto al primo, mostra evidenti miglioramenti stilistici frutto sicuramente di maturazione e studio. Inoltre, la sua anima poetica, emerge anche qui, perché quelle "note vocali" di Melissa, tra un capitolo e l'altro, sono dei veri e propri pensieri scritti sulla scia di brevi poesie. 
In ogni caso, vi assicuro che ogni elemento è stato inserito per un preciso motivo, quindi anche se vi sembrerà che si sia perso qualche pezzo per strada, che magari qualcosa non vi è chiara, sappiate che con l'epilogo verrà chiarito ogni dubbio (e tranquilli, ci sarà margine libero per inserirvi anche qualche bella sorpresa).





recensione TIMOTHY WALTON E L'OSPEDALE DEI VAMPIRI - Manuela Bassetti

Titolo:  Timothy Walton e l'ospedale dei vampiri Autore:  Manuela Bassetti Casa Editrice:  Errekappa edizioni Genere:  libro per bambini...