sabato 14 novembre 2020

recensione TIMOTHY WALTON E L'OSPEDALE DEI VAMPIRI - Manuela Bassetti



Titolo: Timothy Walton e l'ospedale dei vampiri
Autore: Manuela Bassetti
Casa Editrice: Errekappa edizioni
Genere: libro per bambini
Link D'Acquisto: clicca qui

Timothy Walton è un piccolo vampiro che ha più paure che anni, eppure ha già soffiato la sua centoventiseiesima candelina.
Affetto da anemia viene ricoverato in uno degli ospedali più prestigiosi dell'Inghilterra perché la sua condizione di salute inizia a diventare precaria.
All'interno di quello che può quindi essere considerato uno dei luoghi meno adatti per fare nuove conoscenze, Timothy non solo incontrerà ragazzi suoi coetanei, ma troverà in loro tutto ciò che ha sempre ed involontariamente desiderato.
Per la legge che gli opposti si attraggono, deve per forza essercene anche un'altra che spiega come tanti opposti messi insieme, possano creare qualcosa di magnifico. Perché ognuno di loro, da Sam a Sophia, da Karl a George ed Esteban, nella propria unicità, ha qualcosa in comune a Timothy. 
Ognuno di loro crede di avere un motivo per cui sentirsi diversi, di cui vergognarsi.
Ma quando sono tutti insieme, quando l'unione fa la forza, le diversità non esistono, i problemi si annullano. 
Che poi, la cosa più importante è: cosa succede nella stanza numero 20?
Il mistero ormai è lanciato, i ragazzi sono pronti ad accogliere la sfida e scoprire chi c'è dietro quelle mura.

Una storia per bambini, ragazzi e adulti. Una storia sull'importanza dell'amicizia e della soggettività. Una storia che racconta della fragilità come un punto di forza e non uno di debolezza.
Una storia narrata dalle parole di Manuela Bassetti che con il suo tatto, una spiccata dote ironica e tanto amore, vi farà innamorare di questi piccoli vampiri e dei loro "difetti". 
Perché se è vero che nessuno è perfetto, è anche vero che innamorarsi di qualcuno significa innanzitutto amare i suoi difetti. 

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è senza dubbio l'ambientazione, perché per una persona che come me, percorre quei corridoi di ospedale ogni giorno per lavoro, leggerne di simili ma con qualche amichetto in più, è stato bellissimo.
L'approccio alla malattia, a tutto quello che concerne un ricovero ospedaliero e tutto ciò che succede al di là di quelle porte, viene spesso posticipato nella vita di ognuno. Perché si parla di cose belle, non di argomenti angoscianti. Perché con quali mezzi si spiega tutto questo ad un bambino che per fortuna ancora non conosce tutto questo?
Ecco, io ve la butto lì: prendete in mano questo libro e leggetelo ai vostri bambini. Avvicinarsi a questo mondo con degli amichetti vampiri, con le loro piccole avventure e vedrete che parlare di tutto questo verrà naturale. 
Un domani una persona cara potrebbe essere ricoverata in ospedale e a quel punto i nostri bambini sapranno che non c'è nulla di male, che lì dentro si curano le persone (e i vampiri) e che la gente attorno è tutta buona. 

Ma anche tu che ormai non sei più un bambino e stai leggendo queste mie parole senza un ordine (si, lo ammetto: quando qualcosa mi cattura completamente, abbandono i miei schemi e ogni logica e scrivo a flusso continuo) sappi che Timothy Walton avrebbe qualcosa da insegnare anche a te, potrebbe ricordarti la bellezza di quell'età, aiutarti ad abbattere quei muri di pregiudizi che con gli anni si sono innalzati, ma anche aprirti gli occhi su ciò che hai intorno, sulla bellezza degli amici veri che ti circondano, sulla bellezza delle proprie paure, ma soprattutto sulla bellezza della diversità di ognuno di noi.

Con un pizzico di fantasia e una manciata di affetto, Manuela Bassetti ha scritto quello che a mio parere è uno dei libri per bambini più carini che abbia letto nella mia carriera da adulta con la sindrome di Peter Pan. Che se all'età di otto anni avessi incontrato per caso questo romanzo, chissà.. magari mi sarei avvicinata al magico mondo dei libri prima delle scuole superiori. 




venerdì 6 novembre 2020

recensione LA SESTA OPERA - Luca Centi

Che Lavinia mi è subito entrata nel cuore, non l'ho mai nascosto (nemmeno a me stessa) sin dalla prima pagina. Che sua zia Sabine mi è subito stata antipatica invece.. ok no, anche questo è vero.
Ma nonostante il cliché della bimba orfana con un dono incredibile, odiata dalla crudele zia, sappiate che il primo pensiero che mi è venuto in mente appena ho terminato di leggere La sesta opera è stato: questo libro è originale, affascinante, spettacolare!

Le descrizioni ed i dialoghi credo siano le parti più difficili nella stesura di un romanzo, o comunque lo sono certamente per il lettore: perché in entrambi c'è una linea sottile quasi impercettibile di margine tra il noioso e l'inesistente. Luca Centi sa creare dei dialoghi ben equilibrati, ma a mio parere possiede un particolare dono: sa descrivere.
Quelle ambientazioni le ho potute toccare con mano nella mia mente, le ho potute ricordare minuziosamente anche nei giorni successivi, le ho potute amare come se le avessi visitate nell'ultima vacanza.

Provate anche solo ad immaginare una New Orleans del 1863, sappiate però che non arriverete mai a quello che ha creato l'autore.
Le cinque Opere sono le cinque divisioni del proprio potere che anticamente Sibilla creò, ma forse qualcosa è andato storto, perché Lavinia diventa la sesta Opera, quella inesistente, quella impossibile.
Eppure a lei basta canticchiare mentalmente una Filastrocca che le permette di accedere direttamente alle porte del Limbo. Ma nessuno lo sa, perché come in un buon fantasy che si rispetti: il potere dei segreti è maggiore di quel che si può immaginare.

Tempo fa ho letto su una rivista che leggere un libro è il modo più sicuro, comodo ed economico per viaggiare. Oggi posso consigliarvi di farlo con La sesta opera, posso consigliarvi di viaggiare a bordo delle sue pagine e di concedervi il lusso di perdervi tra le parole di Luca Centi. Ma vi consiglio anche di farlo su una poltrona comoda, fingendo di essere in prima classe. Che forse poi, questo libro un po' lo è, e il posto prioritario viene prenotato in automatico.




giovedì 5 novembre 2020

recensione MAI DIRE MAI - Lea Landucci




Mia mamma me l'ha sempre detto: mai dire mai.
Ma quando l'ho letto tra le parole di Lea Landucci, mi è piaciuto di più, sappiatelo! (ma non ditelo a mia mamma).
Per una come me, per la quale le cose sono tutte bianche o nere, per la quale non esistono sfumature, variabili ecc, dover considerare che tutto può cambiare, che non bisogna mai precludersi nulla, non è mica facile! Ci lavoro da 24 anni e ancora faccio errori.

Mai dire mai potrebbe essere un ottimo punto di partenza per Mai una gioia che a causa della ristampa con la casa editrice Sperling & Kupfer è fuori commercio (sarà disponibile i primi mesi del 2021), ma che avevo già letto quando fu pubblicato in self dall'autrice. 
Questo primo approccio all'autrice, son certa farà scoccare quel colpo di fulmine con la sua scrittura. Son certa amerete la sua narrazione, l'ironia e profondità dei temi, il suo essere nel chick-lit a pieno.
Son certa che Sabrina, la nostra Sabrina, sarà accolta a braccia aperte da ognuno di voi, ma soprattutto: son certa che saprete come accoglierla nel migliore dei modi.

"Una vita passata a sconfiggere i pregiudizi" è ciò che spesso leggiamo, ma Sabrina l'ha sempre sostenuto: non deve dimostrare niente a nessuno, se non a se stessa. Cosa le importa se la gente crede sia una bionda stupida? Cosa le importa se la gente crede nella superficialità della sua vita? Cosa le importa se la gente crede che non ha mai sudato per ottenere qualcosa? A lei non importa, lei sa quanto vale e non ha bisogno di conferme.. ok forse di qualcuna si, forse delle sue amiche glie ne importa.
Cristina e Daniela. Si, del loro parere le importa!

Inizia tutto dopo la tanto attesa laurea, la madre decide di tagliarle i fondi e a lei non resta che rimboccarsi le maniche.
Ma quando la tua tavoletta d'argilla non riesce a diventare ciò che hai nella testa, quando assume una forma diversa, cosa fai? Lei si è accontentata, all'inizio si fa sempre così per sopravvivere no?
Ma per fortuna, il destino ogni tanto è più furbo di noi. Quindi povera Sabrina, non abbatterti. Preparati per l'arrivo di una nuova tavoletta, concentrati e trasformala in tutto ciò che hai sempre desiderato. Sei una tosta, l'hai sempre saputo. Lo so anche io. 

Lea Landucci, donna da mille risorse, mi incanta quotidianamente con le sue instagram stories, con i dietro le quinte (nel vero senso della parola) della sua scuola di improvvisazione teatrale, ma anche con i segreti dell'algoritmo del nostro amato social, con gli SOS bookstagrammer, con il bookstaconsigli.
Mi incanta quotidianamente con il suo senso dell'umorismo, con il suo "buongy" anche se non è per niente una buona giornata, con i video a Madre sempre tanto attesi.
Mi incanta quotidianamente attraverso lo schermo di un telefonino, ma mi incanta anche con le sue parole. Perché iniziare a leggere un suo libro significa avere la consapevolezza di non esserci per niente e per nessuno finché non lo si termina. 
Perché iniziare a leggere un suo libro significa essere inghiottiti dalla storia senza voler cercare la via d'uscita.
Perché iniziare a leggere un suo libro significa innamorarsi perdutamente di ogni singola sfumatura del racconto, anche per una come me a cui le sfumature non sono mai piaciute.

Con "Mai una gioia" avevo già compreso e apprezzato le qualità di quest'autrice, poi con "Mai dire mai", benché per gli autori un secondo libro è sempre più difficile del primo, ho semplicemente rinnovato il mio parere a riguardo.

martedì 3 novembre 2020

recensione IN OGNI GOCCIA DI PIOGGIA - Giordana Schiattarella

  Titolo: In ogni goccia di pioggia
Autori: Giordana Schiattarella
Genere: Romance
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In ogni goccia di pioggia rientra a pieno in quei libri che a me piace definire: storie di giovani, ma non solo per giovani. 
La trama, ben articolata, richiama un po' quei romanzi che mi piacciono tanto, quei colpi di fulmine (più colpi che altro), quegli opposti che si attraggono (forse non sono poi così diversi), quei finali attesi e agognati. Ma soprattutto, la trama nasconderà sin dall'inizio un elemento importante, creando quel velo di mistero attorno alla storia, quell'identità citata ma mai nominata, quella persona che dareste qualsiasi cosa per sapere chi sia. 
E non provate ad indovinarla come ho fatto io, ogni tentativo sarà vano!

Melissa, la nostra protagonista anticonformista, quella che ribalta un po' i canoni alla quale siamo abituati, è una ragazza che ha le idee chiare, è schietta e decisa, sa cosa vuole e ciò che non fa per lei. Ma come ogni buon tortino al cioccolato che si rispetti, all'interno della corazza croccante, si nasconde un cuore caldo di cioccolato fuso. Infatti lei, nonostante ciò che appare, è una persona estremamente fragile e dolce, a cui la vita non ha riservato solo gioie.

Dall'altra parte invece troviamo Elijah, il tipico protagonista maschile di cui potrei innamorarmi all'infinito, che è inutile opporre resistenza, perché tanto so già che il suo fascino mi conquisterà. 
La sua enigmatica figura, imparerete a conoscerla pian piano, non è un ragazzo che si apre subito e con tutti, ha bisogno di tempo e di avere la certezza che si può fidare di voi, ma state tranquilli che quando succederà, non lo mollerete più. 

Un libro che oserei dire ruota attorno alla parola dolore.
Che ne parla con naturalezza, che cancella i tabù della società, che non c'è nulla di male a mostrarlo. 
I nostri protagonisti ci insegneranno a convivere con il dolore, ci insegneranno che far finta che non esista, è il peggior modo per combatterlo, che anche quando sembra ci schiacci il petto, in realtà siamo già a buon punto con la nostra vittoria.
Un libro che affronta temi importanti con una tranquillità e disinvoltura apprezzata da una me lettrice, che nonostante qualche ripetizione, si legge tutto d'un fiato.
Un libro che metterà a dura prova la vostra corazza di "io non piango mai per i libri", perché di occhi lucidi ve ne farà fare tanti e... qualche lacrimuccia traditrice son certa farà capolino sul vostro viso.

Giordana Schiattarella, non è nuova nella mia libreria, infatti anni fa ho già letto il suo romanzo "Schegge del cuore"  una storia d'amore e "Senza far rumore" una raccolta di poesie.
E se è vero che oggi siamo tutto ciò che siamo stati, Giordana porta con se in questo romanzo, il suo bagaglio da autrice: infatti, questo libro, rispetto al primo, mostra evidenti miglioramenti stilistici frutto sicuramente di maturazione e studio. Inoltre, la sua anima poetica, emerge anche qui, perché quelle "note vocali" di Melissa, tra un capitolo e l'altro, sono dei veri e propri pensieri scritti sulla scia di brevi poesie. 
In ogni caso, vi assicuro che ogni elemento è stato inserito per un preciso motivo, quindi anche se vi sembrerà che si sia perso qualche pezzo per strada, che magari qualcosa non vi è chiara, sappiate che con l'epilogo verrà chiarito ogni dubbio (e tranquilli, ci sarà margine libero per inserirvi anche qualche bella sorpresa).





venerdì 30 ottobre 2020

recensione TIME OUT - Simona Gervasone



Titolo: Time Out
Autore: Simona Gervasone
Casa Editrice: 0111 Edizioni
Genere: Fantascientifico young adult
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Saper suscitare interesse non è una dote comune, forse per questo è tanto ricercata.
Saper suscitare interesse vuol dire avere una carta vincente nascosta, messa da parte e pronta da utilizzare solo al momento giusto.
Saper suscitare interesse è ciò che sa fare Simona Gervasone e questo libro ne è la prova.

Sulla scia di un racconto fantascentifico, viene costruita una storia più profonda che parla di amicizia, del rapporto tra genitori e figli, dell'adolescenza e la difficoltà che essa stessa rappresenta.
Inizia tutto con l'invenzione di un macchinario che permetterà di viaggiare nel tempo mediante il teletrasporto, frutto della geniale mente del Dottor O'Brain, il papà di Dereck (uno dei protagonisti del romanzo). 
Adesso quindi, non c'è più tempo da perdere, anzi.. direi proprio: tempo scaduto!

Time out. Un'avventura insolita, pericolosa quanto esilarante, coinvolgerà i due amici Dereck e Sid e li porterà in una "realtà parallela". Incontreranno, come ogni buona storia che si rispetti, altre persone nel loro percorso, dovranno fare i conti con loro stessi ma anche con bugie taciute per anni, dovranno capire che da soli non potranno vincere una cosa più grande di loro, perché l'unica via di uscita è l'unione, perché l'unione fa la forza. 

Leggere Time out è stato come approfittare della pazza invenzione del Dottor O'Brain per evadere dalla mia realtà, dalla difficoltà del periodo storico che stiamo vivendo, dalla necessità di avere sempre tutto sotto controllo.
Leggere Time out è stata la mia capanna segreta che costruivo da bambina, quella sconosciuta a tutti perché esisteva solo nella mia mente, perché nessuno potesse disturbarmi.
Leggere Time out è stato un ritorno indietro nel tempo di qualche anno, quando l'adolescenza sembrava un ostacolo insormontabile per me che avevo fretta di crescere e sembravo sempre ferma nello stesso punto; è stato un rivivere alcune sensazioni che mi mancavano da un po'.

Lo stile di scrittura dell’autrice è fluido, scende giù come un bel calice di vino a fine giornata. La descrizione di cose e persona è perfettamente equilibrata e posizionata bene all’interno della storia. Scoprire quest’autrice (è il suo primo libro che leggo) è stata una piacevole sorpresa.





lunedì 12 ottobre 2020

recensione LOVE AND REDEMPTION - Lara Coraglia

 Titolo: Love and redemption
Autori: Lara Coraglia
Genere: Romance
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"Love and confusion", il primo libro della serie (clicca qui per la recensione) ci ha lasciati con conti in sospeso, rivelazioni shock e cambiamenti alle porte. Ci ha lasciati con più punti interrogativi che affermativi, quindi un seguito alla storia era più che desiderato.
Nasce quindi, su questi presupposti, "Love and redemption" che, sulla scia del primo romanzo, promette di far vivere emozioni intente, spesso ingarbugliate, ma vere.

Questo secondo volume, forse più del primo, racconta una storia che strappa lacrime, ma anche sorrisi. Che restituisce amore a chi crede di non meritarne più. Che regala gioia a chi è convinto di averla persa.
Questo secondo volume, riprende esattamente dal punto in cui ci siamo lasciati con il primo, riafferra quel filo, lo prende per mano e passeggia con lui. Porterà il capo di quel filo per nuove strade, gli presenterà altre persone ricordandogli sempre di quelle che ha già conosciuto. Tirerà quel filo così forse da fargli credere che possa spezzarsi, ma in realtà vorrà solo dimostrargli che lui è più forte di tutto il resto, che loro, quegli amici strambi, sono più forti di quel filo.

Lara Coraglia, ci affascinerà nuovamente con le sue parole, con la descrizione di eventi e persone che sembrano così reali e tangibili come se fossero con noi, ci stupirà quando sarà evidente che nessun riferimento è puramente casuale, che nulla è stato citato per caso.
Lara Coraglia, ci regalerà quel seguito di cui il romanzo aveva bisogno, perché noi lettori l'abbiamo desiderato, ma Aileen e Troy l'hanno ottenuto.
Lara Coraglia, farà scoppiare quella bolla di tranquillità nel quale credevamo di essere immersi, ma la bellezza sta nel fatto di non farcene accorgere: perché lo farà in modo silenzioso e nascosto, quasi come fosse il decorso naturale della storia, ma quando si arriva in un determinato punto, ci si rende conto che la penna di questa autrice, ci ha tenuto una trappola e ancora una volta è riuscita ad incastrarci tra le sue parole.

Credo fermamente che un libro vada letto quando se ne sente il bisogno, quando inconsciamente decidiamo di volerlo fare. Perché come c'è un momento giusto per fare una cosa piuttosto che un'altra, c'è un momento giusto per dire alcune cose e per tacerne altre, ma c'è anche un momento giusto per leggere una storia invece di un'altra. Così a me, è capitato di iniziare questo romanzo per voglia di leggerlo, di interromperlo per fattori esterni che mi limitavano e poi riprenderlo in mano per necessità. Riprenderlo non da dove l'avevo interrotto, ma da dove sentivo la necessità di ripartire, perché non volevo perdermi nemmeno una pagina. Riprenderlo con la certezza che quello fosse il momento giusto, che quel libro sarebbe diventato il mio compagno fedele a fine giornata, che aprirlo e leggere di quei strambi ragazzi, sarebbe stato il sollievo che la lettura mi ha sempre donato.
Quindi sì: fidatevi sempre del vostro istinto. Io l'ho fatto anche questa volta e non potrei esserne più felice.



martedì 29 settembre 2020

recensione I RACCONTI DELLA BUONANOTTE - Sunny Valerio


Titolo: I racconti della Buonanotte
Autori: Sunny Valerio
Genere: Mistery
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Seguire un progetto sin dall'inizio, dalle prime idee, dalle prima parole, secondo me è qualcosa di unico. Trovarsi poi quel progetto tra le mani, nero su bianco, da poter sfogliare e accarezzare (passatemi il termine), secondo me è qualcosa di unico.
"I racconti della buonanotte" me li ha iniziati ad inviare Sunny Valerio man mano che li pubblicava su Instagram, magari io scorrevo la home e li leggevo, ma quando lei poi me li inoltrava per messaggi, io li rileggevo quasi fosse la prima volta. "I racconti della buonanotte" adesso sono tra le mie mani, come un dono prezioso.

Nasce da tutto questo il libro, nasce da brevi racconti pubblicati quotidianamente su un social, nasce dalla bellezza di una mamma che sa unire la scrittura cupa (di un buon thriller) ai racconti dolci con lieto fine che incantano la sua bimba prima di andare a dormire. Ammetto che, da fifona cronica quale sono, il 90% dei racconti li ho letti a colazione con una tazza di cappuccino, perché la paura di fare "incubi neri" come promette la trama, è stata forte!! Ma sapete qual è la bellezza? Che nonostante io sia con il fiato sospeso mentre li leggo, nonostante voglia esserne distaccata, puntualmente mi ritrovo immersa a capofitto nelle ambientazioni dei racconti, ma soprattutto: mi ritrovo a sperare che ogni volta che io giri la pagina, la storia continui, che sia più lungo di quanto è realmente, che quello successivo possa riprendere in qualche modo il precedente.
Perché ormai non è un segreto: la scrittura di Sunny Valerio ha un effetto ipnotico su di me.

A far da cornice alle 42 storie raccolte nel libro, ci sono 42 opere d'arte.
Posso chiamarle così, vero Gloria Quarto? 
Perché quelle illustrazioni ad inizio pagina, sono qualcosa di meraviglioso: se vi fermate un solo minuti ad osservarle e poi leggete i racconti, vi assicuro che sarà tutta un'altra storia.
Quindi io ve la lancio questa sfida, poi vedete voi se accoglierla o meno: avviare il cronometro, solo 1 minuto, impegnatevi a raccogliere più dettagli possibili del disegno, fantasticate pure su ciò che potreste leggere e poi... fine del tempo, adesso via al racconto! Leggetele così queste 42 storie, anche solo una al giorno (vi assicuro che le vorreste leggere tutte d'un fiato) e vi do la mia parola che non ve ne pentirete.

Ah, un'ultima cosa: se pensate che i racconti della buonanotte siano solo per bambini, vorrà dire che anche questo orsetto di pancakes lo sarà. Ma adesso, ditemi sinceramente: credete di potergli resistere? 
Ecco, appunto. Non avevo dubbi!!




lunedì 14 settembre 2020

recensione UNA SINGLE IN FUGA - Beatrix Pezzati


Titolo: 
Una single in fuga
Autori: Beatrix Pezzati
Genere: Romanzo Rosa
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 Una single in fuga è proprio Emma, una ragazza tradita dallo stesso uomo che le aveva chiesto di sposarla, una ragazza impacciata e un pò' goffa, una ragazza dolce e testarda.
Un romanzo rosa di quelli che vogliono urlarlo al vento, perché nel 2020 sentire ancora parlare di inferiorità di genere letterario (e non solo) è pietoso. Quindi sì, Beatrix Pezzati non vuole lascia dubbi: ha scritto un romanzo rosa. 
Lo si evince dalla copertina, dal titolo, dalla trama. Ma soprattutto dalla narrazione, dalle caratteristiche di alcuni personaggi, dall'evoluzione della stessa storia. Ricco di clichè ma anche di novità ben equilibrate, questo romanzo vi allieterà per alcune ore con la sua compagnia.

Le prime tre parole che mi vengono in mente per descrivere questo libro, senza ombra di dubbio, sono: ironico, romantico, dolce. All'inizio vi sembrerà di perdere tempo senza entrare nel vivo della storia, ma sappiate che non è così: perché il tutto vi servirà poi nei passi successivi. 
Emma è quella ragazza della porta accanto che vi conquisterà con la sua semplicità, vi farà sorridere e contemporaneamente strizzare gli occhi quando inciamperà nell'ennesima sfortuna della vita, ma è soprattutto quella ragazza che non si arrende, che adora i dolci, cerca se stessa e grida alle donne di prendersela a morsi quella rivincita personale che tanto desiderano. 

Leggeremo di amore, famiglia e amicizia, di fili che si intrecciano con un piccolo giallo tutto da scoprire, di un finale decisamente carino che fa un po' appannare gli occhi e delle prelibatezze a far da cornice.
Sì, avete letto bene. Durante la lettura, troverete non solo delle ricette che vorreste fossero la vostra merenda in quel preciso istante, ma soprattutto delle chicche. Perché i loro nomi sono bellissimi e assolutamente azzeccati al contesto. Volete qualche esempio? Ok, i miei preferiti sono: Torta per consolare giovani amiche senza cavalieri  e Delizia alle mele per asciugare lacrime d'amore.
Riprese dal ricettario originale di Victoria Lowe, sono state riportate le dosi con il sistema di misurazione italiano ed inserite man mano, in modo perfetto, nella storia. Perché come dice la celebra Lowe stessa nel suo "Ricette per il conforto dell'animo": Se il tuo cuore è sofferente, è tradito, è deluso, non affogare nel mare delle lacrime. Naufraga nel mare della dolcezza. 

Vi presento quindi, i miei:
TORTA PER CUORI GOLOSI

- 270g farina
- 300g yogurt
- 1/2 bustina lievito per dolci
- 100g di zucchero
- 100ml olio di semi

Procedimento: versare in una ciotola lo yogurt e lo zucchero, unire i due ingredienti e aggiungere poi l’olio. Continuare a mescolare e unire insieme farina e lievito per dolci Gino ad ottenere un composto omogeneo. Infornare a 180gradi per circa 20/25 minuti e controllare sempre con uno stuzzicadenti la cottura.

P.S. Se farai cadere una pioggia di zucchero a velo e qualche pezzetto di frutta, la tua torta allo yogurt sarà ancora più buona... e più golosa. 



mercoledì 19 agosto 2020

recensione KATHRINE - Antonio Rispoli


Titolo: Kathrine
Autori: Antonio Rispoli
Genere: Pliziesco
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Kathrine è la ragazza della porta accanto, apparentemente timida ed introversa, rivela poi il suo lato più combattente e deciso. 
Inizia con un peso ingombrante la sua carriera da poliziotta, sembra che tutti si siano messi d'accordo su una cosa: lei è lì solo per merito della fama dei genitori. Ma è davvero così? Nonostante i chiarimenti da chi di dovere, non sembrano tutti convinti, quindi c'è una sola soluzione: dimostrare le sue capacità.
Quale miglior modo per iniziare se non partire da un caso che tutti i suoi colleghi hanno rifiutato?


Credeva di aver ricevuto un regalo quel giorno, il suo primo caso. Un caso importante: indagare sulla morte di uno scrittore importante. Ma come si sa, purtroppo, più grande è la fama di una persona, maggiore è il numero dei nemici. 
Kat, forse sottovalutando la questione, oppure presa dalla voglia di rivincita verso i colleghi, non esita. Accetta.
Inizia così il suo lavoro, il suo primo caso. Tra azioni incerte, scelte impulsive e ripensamenti, scopriremo anche una Katherie guerriera che non si farà schiacciare da niente e da nessuno. 

Una ricerca fatta di attese, pazienza e dedizione.
Una storia ricca di tensione e sorprese.
Una trama non banale, perché ogni volta che credevi di aver trovato una soluzione, in realtà capivi che era solo un piccolo frammento del tutto.

Perché non bisogna mai dimenticarsi che ogni decisione, porta con se delle conseguenze. E spesso ci ritroveremo come Kat (metaforicamente parlando) dinanzi ad un bivio, con qualcosa da proteggere e qualcos'altro da dover affrontare. Cosa faremo a quel punto? Chissà, nessuno può dirlo finché non lo vive, ma Antonio Rispoli ci racconta bene in questo romanzo, una storia di rivincita, che diventa la cornice perfetta di un quadro poliziesco.



martedì 18 agosto 2020

recensione UN MOMENTO FA, FORSE - Giovanni Ardemagni


Titolo: Un momento fa, forse
Autori: Giovanni Ardemagni
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Pegasus Etidion
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In una Zurigo dei giorni nostri, i due amici Marcel e G. a 50 anni, vengono improvvisamente licenziati.
E, come ha scritto l'economista Jacques Ragan nella prefazione, in un mondo nel quale si è anziani a 30 anni, moribondi a 40 e sepolti a 50, non c'è posto per l'empatia e la compassione.
Cosa succede adesso? Tutto crolla, nonostante le più solide mura. Si barcolla, poi si cade... ma ci si rialza? E quanto male fanno le ferite? Sapremo curarcele o avremo bisogno di qualcuno? Sapremo chiedere aiuto?

Giovanni Ardemagni scava a fondo nell'animo umano, lo fa fino a stringere la pancia con una sola mano, lasciando uscire desideri e paure. 
Tempo fa lessi su un articolo la frase "se non sei completamente vuoto, non potrà entrarti dentro niente" e mi è rimasta incastrata tra i pensieri per diversi giorni. Quando poi ho finito di leggere "Un momento fa, forse", ho ripreso in mano quella frase e le ho dato un significato diverso, quello che questo libro mi ha aiutato a cucire. Ho pensato che non bisogna essere necessariamente vuoti per far entrare le cose, certo: così sarebbe più facile! Ma basta far spazio, far quel decluttering che va tanto di moda, non con gli oggetti e le cose materiali, ma con i nostri pensieri e le cose più astratte che ci riempiono le giornate. 
Basta lasciar spazio alle cose nuove, accantonando le vecchie in uno scatolone, basta riuscire a metterle da parte pur sapendo che non spariranno mai perché faranno sempre parte di noi (un amico come Marcel, ad esempio). 
Soprattutto però, dobbiamo imparare a modificare la ricetta della nostra vita, dobbiamo imparare ad aggiungere sempre una giusta dose di follia (abbondante possibilmente): perché quella follia q.b. (come ogni buon ricettario che si rispetti vedrebbe scritto), è colei che ci fa vivere oltre i nostri stupidi e assurdi limiti. 


Vi riporto un dato ripreso dal libro, non per farvi spaventare (come potrebbe succedere dopo una prima lettura), ma per lasciarvi una cosa a cui pensare: 

"secondo alcuni studi, il 70% delle morti è dovuto al fatto che la gente è distratta,
è così presa dai propri affari che non guarda ciò che la circonda.
Non leggetela di sfuggita, ma date uno sguardo tra le righe. Penso alle nostre giornate, così presi a collezionare momenti, a fare cose, a finirne altre, ma poi.. ci siamo guardati intorno? Abbiamo alzato lo sguardo da ciò che stavamo facendo, almeno per un minuto al giorno e abbiamo guardato ciò che avevamo vicino? 
Un esercizio che può sembrale banale, ma credo non lo sia. Un buon proposito per questo giorni, che di tempo ne abbiamo un po' di più. Io credo di averlo appena fatto, prima di scrivere queste parole, che tutto è successo.. un momento fa, forse.



domenica 9 agosto 2020

recensione FIORI DI MANGO - Isabella Schiavone

Titolo: Fiori di mango
Autori: Isabella Schiavone
Genere: Narrativa
Casa Editrice: lastarìa
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 "Abbiamo la sindrome dell'abbandono e siamo inafferrabili.
Abbiamo bisogno d'amore e dall'amore scappiamo, perché lo temiamo."

Credo basti leggere questa frase per convincersi a leggere questo libro.
Credo che riassuma tutto della storia, delle protagoniste, della vita di ognuno.
Credo siano i maggiori enigmi ai quali non riusciremo a dare una risposta oggettiva.

Fiori di mango è quel romanzo che ti entra in testa e ti spinge a volerne sapere sempre di più.
Ammetto che le prime pagine non mi avevano particolarmente coinvolta, è stata una lettura lenta all'inizio, ma poi è iniziato il vero viaggio. Quello in Kenya con le due amiche Stella e Gloria, ma anche quel viaggio interiore che queste mete ti costringono a fare, che tu lo voglia o meno. 
E' stato sorprendente poter vedere attraverso le parole dell'autrice, tutti i luoghi descritti, i profumi raccontati, le persone incontrate. Molto bello è stata anche la constatazione che mentre tutti erano affascinati e allo stesso tempo addolorati dalla situazione di povertà di alcune popolazioni, come credo possa succedere alla maggior parte di noi, per Stella era diverso, perché lei aveva capito di essere dentro ciò che accadeva, di esserne parte.
Per una persona che non si sente completa, che ha solo tanti dubbi e poche certezze, essere parte di qualcosa, sentire il senso di appartenenza, vuol dire poter sconvolgere tutto e ricominciare da lì.

Ricominciare dalla consapevolezza che "il mondo aveva confini più vasti della propria ottusa e narcisista sofferenza", che per fortuna la vita va avanti anche se noi ci fermiamo, che condividere è più bello di avere. Da quel momento, Stella cambia. Cambiano i colori con il quale guarda le cose, cambia il modo in cui affronta le giornate, cambiano i suoi desideri e le sue aspettative.
Cambia tutto, seppure dall'esterno sembra tutto uguale. Perché non è detto che il cambiamento debba essere evidente, tangibile, riconoscibile. 
"Non c'era più il passato e non c'era più il futuro. Quella precarietà esistenziale l'aveva catapultata nel presente."

Dall'altra parte invece c'è Gloria, che in quel mondo affonda una parte delle sue radici, quelle paterne. 
Dal divorzio dei genitori, ha iniziato a sentirsi esclusa da tutto. Esclusa dalla vita del padre, ma anche da quella della madre. Esclusa dalle sue origini, ma anche dalla sua città. Finché un giorno incontra quello che è il suo attuale marito, abbandona la carriera da avvocato e insegue il loro sogno di creare un locale a Milano. Tutto bene finché, stanchezza, stress e pensieri non si fanno strada nella loro quotidianità e sembra che nonostante lui le ripeta di non poter vivere senza di lei, i fatti dimostrano altro. Perché il contatto è ridotto al minimo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato riaprire un discorso lasciato sospeso nel vuoto. Un figlio. 
Quello che per Gloria è il coronamento di un amore, la gioia di voler allargare la famiglia, la loro vita; ma che Emiliano propone di fare con la fecondazione assistita. 
Cosa succede quindi? Gloria non lo sa, sa solo di aver bisogno di tornare sui suoi passi, di scavare nelle sue radici per ritrovare se stessa.

Non serve un mare calmo per accorgersi della tempesta, basta qualche piccola onda e subito si avvertirà l'arrivo di qualcosa. Un paese come il Kenya, la cui parola d'ordine è tranquillità, diverrà il palcoscenico di un attentato terroristico. 

Se gusterete questa storia almeno la metà di quanto Stella ami il mango, son certa che vi piacerà. 




recensione TIMOTHY WALTON E L'OSPEDALE DEI VAMPIRI - Manuela Bassetti

Titolo:  Timothy Walton e l'ospedale dei vampiri Autore:  Manuela Bassetti Casa Editrice:  Errekappa edizioni Genere:  libro per bambini...