mercoledì 28 aprile 2021

recensione UNA GIOIA - Lea Landucci



Titolo: Una gioia. Sarà per sempre?
Autori: Lea Landucci
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Chicklit
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Si dice che uno scrittore diventi concretamente un autore quando, leggendone le parole si riesce a riconoscere il suo inconfondibile stile.
In un mondo di parole e di bisogno di raccontare, c'è chi riesce a farlo in silenzio causando tantissimo rumore, perché cerchiamo libri con convinzione e passione e poi li vestiamo con amore.
Lea Landucci, quella bella ragazza con grandi occhiali viola e un accento fiorentino è proprio una di queste persone. Potrei leggere le sue parole scritte su un post it e la riconoscerei, perché è riuscita a creare con soli due romanzi ed una novella, il suo stile. Unico, inconfondibile ed inimitabile stile, come quello di un vero autore.
Ogni suo libro vale per due, quindi anche divertimento e -- raddoppiano.
Una gioia non è solo una frizzante love story con una bellissima Roma a far da sfondo, ma è anche la storia di Cristina (investigatrice digitale che vive nel perenne mai una gioia tra una coccola ad un dolce golden retriver e una chiacchierata con le amiche) e Alessandro (il bel dottore sfrontato ma anche timido, con un ex suocero ingrombrante più della ex moglio e la Gioia dei suoi occhi, la sua bambina).

La capacità dell'autrice di far incastrare il tutto perfettamente dandoti la sensazione che sia sempre stato quello il posto delle cose e non potrebbe essere altrimenti, è forse stato il fattore che più mi ha colpita. O forse no. Ok, provo a spiegare tutto e poi cerco di capire. 

"Una gioia" è il crossing-sequel di "Mai una gioia" (pubblicato un anno fa), ovvero entrambe le storie iniziano nella stessa fascia temporale, narrate da due persone diverse, proseguono poi ognuno per la propria strada. Ma la cosa geniale (e non scontata) è che nonostante una persona possa decidere di leggerne solo uno (testa o croce e si sceglie), Lea vi ha fregati in pieno (e la sento ridere) perché voi avrete bisogno di leggerli entrambi. Perché le storie sono legate ma separate, potrete capirle benissimo senza aver letto l'altro, ma farlo sarà quasi una necessità. E quindi eccomi qui dopo aver amato "Mai una gioia" adesso sono stata fulminata da "Una gioia" e come una zia che non riesce a scegliere tra quale dei due nipotini portare al mare, così io li porto entrambi nel cuore. 
Che poi, adesso che ci penso, se anche solo unp dei due nipotini si dovesse chiamare Gioia, avesse dei boccoli biondi, un piccolo cervello che lavora il doppio del mio e una spicata capacità di comunicazione, be.. questo si che sarebbe un problema.
Ma un attimo, per essere sinceri sino in fondo, devo aggiungere che questa bella principessa è anche la bambina più dolce del mondo, è sensibile e divertente, è pura come solo un bambino può essere ed è decisamente unica.

Ok, forse mi sono persa un po', scusatemi. Ma quando sono così entusiasta di un libro, mi sento un po' Alice nel Paese delle Meraviglie e forse lo faccio di proposito a perdermi nei miei pensieri.
Tornando a noi e a questa storia scritta a regola d'arte.
Cristina e Alessandro si incontrano in uno dei modi più insoliti e allo stesso tempo naturali che ci sia, perché è vero che il bel dottore si innamora della dolce paziente, ma è anche vero che quei riccioli ne avevano catturato la sua attenzione già tra i sedili di un aereo. Che se non fosse stato per questa calamita per gli occhi di Alessandro, lui non l'avrebbe cercata tra centinaia di persone e non sarebbe immediatamente intervenuto quando un taxi l'ha investita fuori dall'aeroporto. Quante storie come questa conoscete? Dai ve lo dico io: nessuna. Anzi no, una c'è: questa.

Con una pandemia mondiale a far da cornice, eccoli lì tutti i nostri protagonisti chiusi tra le mura di una casa così grande quanto stretta, con le persone che vorremmo sempre al nostro fianco ma anche quelle che mai avremmo voluto incrociare. Con le solite sfighe di sempre e qualche gioia sparsa qua e là che a volte neanche la vediamo e rischiamo di perderla. Con le risate immancabili, le riflessioni profonde e i tesori nascosti tra le vita di ogni giorno.

Quindi, come un pasticcere che sa dosare gli ingredienti per esaltare il sapore di ognuno, così Lea ha saputo unire tutti i pezzi del libro. 
Roma da sfondo senza far distogliere l'attenzione dalla storia stessa, una pandemia come cornice senza ingombrare troppo il dipinto, temi importanti come la gravidanza e l'impertinenza della gente, l'amore incondizionato di un padre per la propria figlia e la difficoltà di essere genitore, la voglia di ricominciare con un'altra persona perché non è vero che c'è solo un amore.
Tutto perfettamente incastrato tra le poco più di 300 pagine un libro fantastico.



giovedì 11 febbraio 2021

recensione UNBREAKABLE - Chiara Adami

 Titolo: Unbreakable
Autore: Chiara Adami
Genere: Narratiba 
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Un inno all'imperfezione.
Credo che questa sarebbe la frase perfetta per riassumere questo libro con pochissime parole.
Un inno alla bellezza dei difetti, alla fragilità d'animo, all'importanza di accettarsi.

Chiara Adami, a soli 16 anni, ci propone il suo primo romanzo: Unbreakable.
Una storia di ragazzi dei giorni nostri, delle difficoltà quotidiane, delle amicizia profonde. Ci racconta la difficoltà di rimanere intatti nonostante tutto, la facilità con la quale ci si può spezzare, la voglia di tenersi stretti tutti i pezzi. 
Una storia di crescita dei personaggi che sembra cammini mano nella mano con quella dell'autrice. Infatti se all'inizio ho percepito la sua timidezza di scrittura (parere assolutamente personale), con lo scorrere delle pagine mi è sembrato ci fosse una vero e proprio cambiamento. La sua penna sembra acquisire sicurezza, sembra sapere esattamente come destreggiarsi su un foglio bianco, sembra decisa ad arrivare sino in fondo. 
Una storia che ti entra dentro, ti schiaccia qualcosa e smuove altro. Una storia nel quale il dolore è tangibile, la paura è percepibile, la forza è palpabile. Una storia che ti coinvolge senza chiedere il permesso, che ti cattura al suo interno senza via d'uscita, che ti resta impressa anche quando finirai di leggerla.


"Ci sono molte cose infrangibili nella nostra piccola quotidianità, solo che non ci facciamo caso.
Tutto ciò per cui ho promesso a me stessa, che sarei guarita per non darla vinta,
e anche perché ho la gola stracolma di parole non dette."

Che Chiara abbia tante cose da dire, tante cose chiuse dentro da voler urlare, è evidente sin dalle prime parole. Spero che trovi altre storie attraverso quale potersi esprimere, altri personaggi a cui poter dar voce, altre pagine da riempire. 
Le auguro di avere la voglia di proseguire con questa sua passione per poter crescere tra le sue storie, per poter continuare a studiare per permetterle di esprimere al meglio ciò che ha dentro nel profondo. Son certa che troverà il tempo ed il modo per far venire a galla quel tesoro la cui luce si intravede senza ombra di incertezza.





venerdì 22 gennaio 2021

recensione L'UOMO COL CHIHUAHUA - Giuseppe Benassi


Titolo: L’uomo col chihuahua
Autore: Giuseppe Benadsi
Genere: giallo 
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Che la frizzante Livorno potesse essere la cornice perfetta di questo romanzo non è un segreto, ma che ne diventasse parte importante e necessaria be.. questa è stata una piacevolissima sorpresa. 

L'autore scrive "l'inconscio sa sempre dove portarti"  e forse un po' ci credo, più o meno come quando dicono di lasciarsi guidare dall'istinto. La prima cosa che spinge l'Avvocato Borrani ad indagare su quell'ambiguo professore di ginnastica però, più che l'istinto, è il senso di colpa.

Gli era apparsa bizzarra la visita di quell'uomo e del suo chihuaua, ma forse non doveva sottovalutarne l'entità, perché solo qualche giorno dopo, trovano il corpo senza vita di quell'uomo.

Un giallo perfettamente archestrato, nonostante la linearità degli eventi. Una storia di abitudini, segreti, contraddizioni e compromessi. Un racconto che si impegna ad analizzare la vicenda a 360°, con eventi concreti, ripercussioni psicologiche e contesti sociali annessi.

L'autore, nella trama stessa, promette un giallo ricco di umorismo, dove la tragedia si mescola alla farsa, e sapete cosa vi dico? Ha saputo mantenere la sua promessa.

Temi importanti, situazioni spiacevoli e piccoli intoppi si mescolano alla simpatia dei personaggi, alla bellezza dei paesaggi e alla penna ricca di ilarità dell'autore, il quale ci regala un romanzo perfetto per gli amanti del genere ma anche per chi è alle prime armi con lo stesso, chi sta pensando di approcciarsi ai polizieschi oppure non ci ha neppure pensato.

Una piacevolissima lettura dall'inizio alla fine, forse anche per merito di quel musetto umido e di quella codina scodinzolante. Quel chihuaua con le orecchie appuntite è stato la ciliegina sulla torta, perché se non ci fosse stato, non solo ne avremmo avvertito la mancanza, ma soprattutto non sarebbe stata la stessa cosa. Perché se credete che un cane non sappia comunicare, che un cane non possa essere portatore di informazioni fondamentali, che un cane non possa essere importante nelle indagini, be.. vi sbagliate di grosso.

domenica 17 gennaio 2021

recensione AMELIE BISHOP E IL SIGILLO DELLE ANIME SILIENTI - A. S. Belmont

Come nella vita ci sono momenti in cui hai voglia di dolce, altri in cui sogni una focaccia altissima, altre in cui immagini di lanciarti in un vassoio di gusti, anche con i libri ho più o meno gli stessi desideri.
Un giorno ho voglia di romance, magari domani di thriller o chissà.. ma settimana scorsa, le idee erano nitide e precise: avevo voglia di "Amelie Bishop" un fantasy. 


Avevo voglia di questo libro perché mi dava certezze, perché questa protagonista baciata dalla fortuna mi metteva serenità. 
In altri periodi forse mi sarebbe piaciuto qualche colpo di scena in più, qualche dubbio sull'esito delle vicende, qualche nemico più difficile da battere, ma questa volta no. 
Questa volta, la sua infallibilità mi serviva.
Mi serviva l'impulsività di Amelie che spesso rincorro io stessa, mi serviva la sua dolcezza d'animo sempre pronta ad aiutare gli altri, mi serviva sapere che ci fossero delle amicizie indissolubili. 
Mi serviva la tranquillità tra il caos degli eventi, l'inizio con il botto e poi tutto in discesa.
Mi serviva ritornare indietro negli anni dell'adolescenza, la bellezza di rifugiarsi tra le pagine di un libro e considerarlo il proprio porto sicuro.

La scrittura dell'autore è chiara, precisa, non lascia nulla al caso. Alcune cose volutamente lasciate in sospeso per un seguito, come fosse già tutto pronto. Si percepisce la cura dei dettagli, le descrizioni minuziose che hanno reso vividi i luoghi e le dinamiche. 
Se a volte vi sembrerà di sapere già come andrà a finire, non preoccupatevene. Non sarà quella la discriminante della lettura, perché nonostante l'intuibile epilogo, Amelie saprà sorprendervi.
Ritrovando in se stessa tutto ciò di cui ha bisogno, scoprendo con voi i suoi stessi poteri, diventerà l'alleata perfetta per regalarvi qualche ora di piacevole compagnia, con una tazza di caffè un mano e delle pagine da sfogliare con foga e tranquillità contemporaneamente.





giovedì 24 dicembre 2020

recensione IL DIARIO DEL SILENZIO - Martina Vaggi


Titolo: Il diario del silenzio, storie reali di quarantena
Autore: Marina Vaggi
Genere: racconti - narrazione
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Parlarvi di questo libro da Ludovica e basta, mi è sembrato impossibile sin da subito. Ci ho provato però, lo ammetto. Ma se le nostre esperienze influenzano le azioni e il pensiero di ciò che siamo oggi, capite bene che, da operatrice sanitaria qualche sono, questo libro l'ho vissuto diversamente.
Diversamente come chiunque legga uno stesso libro, ovviamente. Diversamente da come l'avrei potuto interpretare qualche anno fa che non facevo questo lavoro. Diversamente se l'avessi letto tra qualche mese quando ci auguriamo possa finire tutto.

Leggere questo libro sul tram, per chiuderlo quando arrivavo alla mia fermata, non era un'interruzione della storia. Perché dopo soli 270metri, varcavo le porte del pronto soccorso in cui lavoro, mi interfacciavo con persone che sembravano quasi i protagonisti dei racconti di Martina Vaggi.
Non è stato difficile come temevo sapete? Il suo stile, romanzando storie reali, mi ha permesso di entrarci in sintonia ma senza addossarmi il peso del racconto.
Una sensazione strana, sicuramente nuova. Riuscire ad essere lì e contemporaneamente da tutt'altra parte.
Una mia amica mi ha detto "sarà lo spirito di sopravvivenza", che nonostante non l'abbia chiamato, è comunque venuto a farmi visita, in silenzio e in punta di piedi, senza farsi vedere.
Necessaria la scoperta di queste 50 storie, necessaria la rilettura di alcune, necessaria la voglia di tenere questo libro sul mio comodino ancora per un po'.

Una scrittura vivida e implacabile, descrizioni minuziose e tangibili, dialoghi importanti e delicati.
Una struggente riflessione tramite chi l'ha vissuto in prima persona, chi ha combattuto in prima linea, chi l'ha fatto da casa; chi ha dovuto reinventarsi, chi ha fatto i conti con una nuova realtà, chi ha chiuso alcune porte e chi ha dovuto aprirne altre; chi ha perso dei punti di riferimento, chi ha barcollato tanto, chi è caduto e non sempre si è rialzato; chi ci ha creduto fino in fondo, chi ha provato a non pensarci, chi è stato travolto dall'ansia, chi è riuscito a mantenere la lucidità.
Una raccolta di storie reali, in molte delle quali sicuramente vi ritroverete.

Tempo fa ho letto un articolo che mi ha completamente catturata. Ho praticamente sottolineato ogni parola, ma la mia parte preferita, quella che secondo me si sposa perfettamente con questo libro, ve la cito qui di seguito, perché leggendo queste pagine ho capito che:
ognuno di noi può fare la differenza con il proprio comportamento, mettendo a frutto quello che questa esperienza ci ha il segnato: il senso della misura. 



sabato 28 novembre 2020

recensione VITE ROMA - BARI A/R - Alfonso Pistilli e Francesco Imbrici


Titolo: Vite Roma-Bari A/R
Autore: Alfonso Pistilli & Francesco Imbrici
Genere: giallo/poliziesco
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Che se è vero quando si dice che le cose migliori accadono per caso, direi che siamo nel posto giusto.
Perché se due amici vanno a correre e per caso parlano delle loro passioni, ma sempre per caso finiscono a parlare di lettura e scrittura e ancora per caso arrivano a pubblicare un libro scritto a quattro mani, allora mi chiedo: sarà stata per caso una buona idea?
Direi proprio di si. Perché per caso o no, questo libro è finito tra le mie mani e sono felice così.


"Ho appena prenotato l'andata. Ci pensi tu al ritorno?"
"Ok, quando vuoi ripartire?"
"Domani."

Immagino così una conversazione tra Alfonso e Francesco, due amici per le quali queste due città sono state contemporaneamente casa. Avere il cuore diviso a metà, essere in una e pensare all'altra, partire e ritornare con le valigie mai disfatte.
Immagino così di prendere un biglietto A/R e andare con loro, origliare i loro discorsi fingendomi impegnata a fare altro, scoprire come nascono le loro idee facendo mille domande.
Immagino così il punto di partenza di questo libro, sebbene non lo sia assolutamente, ma nella mia testa è stato così.

Una raccolta di storie di persone e luoghi, su uno sfondo colorato di giallo come quel genere letterario che tanto ci piace. Una scrittura che costringe il lettore a concentrarsi sull'organizzazione del discorso e sulla forma, ancor prima che sui contenuti. Perché nonostante gli autori dei racconti siano due, se non ci fosse scritto il nome in alto a destra sulle pagine dispari, non son proprio certa di saperli distinguere sapete?
Omogeneo, vivido e implacabile. Sono questi i tre aggettivi che darei a questo libro se non potessi spiegarlo in più parole.

I racconti, benché differenti, si susseguono meravigliosamente, si accarezzano senza mai toccarsi, senza mai assomigliarsi. Come se gli autori avessero così tanto da raccontare, così tante idee per la testa che, non sapendo rinunciare a nessuna (come si potrebbe?!), hanno deciso di svilupparle tutte. Ma tranquilli, non pensate che dovendo ridurre la quantità delle parole per renderli racconti e non numerosi libri a sé, abbiano dovuto rinunciare alla qualità. Che se magari finita di leggere una storia siete rimasti male e svogliati di passare già a quella successiva, quando lo farete vi renderete conto che sarà perfetto così. 
Ovviamente c'è quell'amico a cui vi affezionerete di più, non si può essere imparziali in questi casi, ma alla fine, vi resterà in mano un bel gruppo di amici, di storie e di paesaggi.






sabato 14 novembre 2020

recensione TIMOTHY WALTON E L'OSPEDALE DEI VAMPIRI - Manuela Bassetti



Titolo: Timothy Walton e l'ospedale dei vampiri
Autore: Manuela Bassetti
Casa Editrice: Errekappa edizioni
Genere: libro per bambini
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Timothy Walton è un piccolo vampiro che ha più paure che anni, eppure ha già soffiato la sua centoventiseiesima candelina.
Affetto da anemia viene ricoverato in uno degli ospedali più prestigiosi dell'Inghilterra perché la sua condizione di salute inizia a diventare precaria.
All'interno di quello che può quindi essere considerato uno dei luoghi meno adatti per fare nuove conoscenze, Timothy non solo incontrerà ragazzi suoi coetanei, ma troverà in loro tutto ciò che ha sempre ed involontariamente desiderato.
Per la legge che gli opposti si attraggono, deve per forza essercene anche un'altra che spiega come tanti opposti messi insieme, possano creare qualcosa di magnifico. Perché ognuno di loro, da Sam a Sophia, da Karl a George ed Esteban, nella propria unicità, ha qualcosa in comune a Timothy. 
Ognuno di loro crede di avere un motivo per cui sentirsi diversi, di cui vergognarsi.
Ma quando sono tutti insieme, quando l'unione fa la forza, le diversità non esistono, i problemi si annullano. 
Che poi, la cosa più importante è: cosa succede nella stanza numero 20?
Il mistero ormai è lanciato, i ragazzi sono pronti ad accogliere la sfida e scoprire chi c'è dietro quelle mura.

Una storia per bambini, ragazzi e adulti. Una storia sull'importanza dell'amicizia e della soggettività. Una storia che racconta della fragilità come un punto di forza e non uno di debolezza.
Una storia narrata dalle parole di Manuela Bassetti che con il suo tatto, una spiccata dote ironica e tanto amore, vi farà innamorare di questi piccoli vampiri e dei loro "difetti". 
Perché se è vero che nessuno è perfetto, è anche vero che innamorarsi di qualcuno significa innanzitutto amare i suoi difetti. 

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è senza dubbio l'ambientazione, perché per una persona che come me, percorre quei corridoi di ospedale ogni giorno per lavoro, leggerne di simili ma con qualche amichetto in più, è stato bellissimo.
L'approccio alla malattia, a tutto quello che concerne un ricovero ospedaliero e tutto ciò che succede al di là di quelle porte, viene spesso posticipato nella vita di ognuno. Perché si parla di cose belle, non di argomenti angoscianti. Perché con quali mezzi si spiega tutto questo ad un bambino che per fortuna ancora non conosce tutto questo?
Ecco, io ve la butto lì: prendete in mano questo libro e leggetelo ai vostri bambini. Avvicinarsi a questo mondo con degli amichetti vampiri, con le loro piccole avventure e vedrete che parlare di tutto questo verrà naturale. 
Un domani una persona cara potrebbe essere ricoverata in ospedale e a quel punto i nostri bambini sapranno che non c'è nulla di male, che lì dentro si curano le persone (e i vampiri) e che la gente attorno è tutta buona. 

Ma anche tu che ormai non sei più un bambino e stai leggendo queste mie parole senza un ordine (si, lo ammetto: quando qualcosa mi cattura completamente, abbandono i miei schemi e ogni logica e scrivo a flusso continuo) sappi che Timothy Walton avrebbe qualcosa da insegnare anche a te, potrebbe ricordarti la bellezza di quell'età, aiutarti ad abbattere quei muri di pregiudizi che con gli anni si sono innalzati, ma anche aprirti gli occhi su ciò che hai intorno, sulla bellezza degli amici veri che ti circondano, sulla bellezza delle proprie paure, ma soprattutto sulla bellezza della diversità di ognuno di noi.

Con un pizzico di fantasia e una manciata di affetto, Manuela Bassetti ha scritto quello che a mio parere è uno dei libri per bambini più carini che abbia letto nella mia carriera da adulta con la sindrome di Peter Pan. Che se all'età di otto anni avessi incontrato per caso questo romanzo, chissà.. magari mi sarei avvicinata al magico mondo dei libri prima delle scuole superiori. 




venerdì 6 novembre 2020

recensione LA SESTA OPERA - Luca Centi

Che Lavinia mi è subito entrata nel cuore, non l'ho mai nascosto (nemmeno a me stessa) sin dalla prima pagina. Che sua zia Sabine mi è subito stata antipatica invece.. ok no, anche questo è vero.
Ma nonostante il cliché della bimba orfana con un dono incredibile, odiata dalla crudele zia, sappiate che il primo pensiero che mi è venuto in mente appena ho terminato di leggere La sesta opera è stato: questo libro è originale, affascinante, spettacolare!

Le descrizioni ed i dialoghi credo siano le parti più difficili nella stesura di un romanzo, o comunque lo sono certamente per il lettore: perché in entrambi c'è una linea sottile quasi impercettibile di margine tra il noioso e l'inesistente. Luca Centi sa creare dei dialoghi ben equilibrati, ma a mio parere possiede un particolare dono: sa descrivere.
Quelle ambientazioni le ho potute toccare con mano nella mia mente, le ho potute ricordare minuziosamente anche nei giorni successivi, le ho potute amare come se le avessi visitate nell'ultima vacanza.

Provate anche solo ad immaginare una New Orleans del 1863, sappiate però che non arriverete mai a quello che ha creato l'autore.
Le cinque Opere sono le cinque divisioni del proprio potere che anticamente Sibilla creò, ma forse qualcosa è andato storto, perché Lavinia diventa la sesta Opera, quella inesistente, quella impossibile.
Eppure a lei basta canticchiare mentalmente una Filastrocca che le permette di accedere direttamente alle porte del Limbo. Ma nessuno lo sa, perché come in un buon fantasy che si rispetti: il potere dei segreti è maggiore di quel che si può immaginare.

Tempo fa ho letto su una rivista che leggere un libro è il modo più sicuro, comodo ed economico per viaggiare. Oggi posso consigliarvi di farlo con La sesta opera, posso consigliarvi di viaggiare a bordo delle sue pagine e di concedervi il lusso di perdervi tra le parole di Luca Centi. Ma vi consiglio anche di farlo su una poltrona comoda, fingendo di essere in prima classe. Che forse poi, questo libro un po' lo è, e il posto prioritario viene prenotato in automatico.




giovedì 5 novembre 2020

recensione MAI DIRE MAI - Lea Landucci




Mia mamma me l'ha sempre detto: mai dire mai.
Ma quando l'ho letto tra le parole di Lea Landucci, mi è piaciuto di più, sappiatelo! (ma non ditelo a mia mamma).
Per una come me, per la quale le cose sono tutte bianche o nere, per la quale non esistono sfumature, variabili ecc, dover considerare che tutto può cambiare, che non bisogna mai precludersi nulla, non è mica facile! Ci lavoro da 24 anni e ancora faccio errori.

Mai dire mai potrebbe essere un ottimo punto di partenza per Mai una gioia che a causa della ristampa con la casa editrice Sperling & Kupfer è fuori commercio (sarà disponibile i primi mesi del 2021), ma che avevo già letto quando fu pubblicato in self dall'autrice. 
Questo primo approccio all'autrice, son certa farà scoccare quel colpo di fulmine con la sua scrittura. Son certa amerete la sua narrazione, l'ironia e profondità dei temi, il suo essere nel chick-lit a pieno.
Son certa che Sabrina, la nostra Sabrina, sarà accolta a braccia aperte da ognuno di voi, ma soprattutto: son certa che saprete come accoglierla nel migliore dei modi.

"Una vita passata a sconfiggere i pregiudizi" è ciò che spesso leggiamo, ma Sabrina l'ha sempre sostenuto: non deve dimostrare niente a nessuno, se non a se stessa. Cosa le importa se la gente crede sia una bionda stupida? Cosa le importa se la gente crede nella superficialità della sua vita? Cosa le importa se la gente crede che non ha mai sudato per ottenere qualcosa? A lei non importa, lei sa quanto vale e non ha bisogno di conferme.. ok forse di qualcuna si, forse delle sue amiche glie ne importa.
Cristina e Daniela. Si, del loro parere le importa!

Inizia tutto dopo la tanto attesa laurea, la madre decide di tagliarle i fondi e a lei non resta che rimboccarsi le maniche.
Ma quando la tua tavoletta d'argilla non riesce a diventare ciò che hai nella testa, quando assume una forma diversa, cosa fai? Lei si è accontentata, all'inizio si fa sempre così per sopravvivere no?
Ma per fortuna, il destino ogni tanto è più furbo di noi. Quindi povera Sabrina, non abbatterti. Preparati per l'arrivo di una nuova tavoletta, concentrati e trasformala in tutto ciò che hai sempre desiderato. Sei una tosta, l'hai sempre saputo. Lo so anche io. 

Lea Landucci, donna da mille risorse, mi incanta quotidianamente con le sue instagram stories, con i dietro le quinte (nel vero senso della parola) della sua scuola di improvvisazione teatrale, ma anche con i segreti dell'algoritmo del nostro amato social, con gli SOS bookstagrammer, con il bookstaconsigli.
Mi incanta quotidianamente con il suo senso dell'umorismo, con il suo "buongy" anche se non è per niente una buona giornata, con i video a Madre sempre tanto attesi.
Mi incanta quotidianamente attraverso lo schermo di un telefonino, ma mi incanta anche con le sue parole. Perché iniziare a leggere un suo libro significa avere la consapevolezza di non esserci per niente e per nessuno finché non lo si termina. 
Perché iniziare a leggere un suo libro significa essere inghiottiti dalla storia senza voler cercare la via d'uscita.
Perché iniziare a leggere un suo libro significa innamorarsi perdutamente di ogni singola sfumatura del racconto, anche per una come me a cui le sfumature non sono mai piaciute.

Con "Mai una gioia" avevo già compreso e apprezzato le qualità di quest'autrice, poi con "Mai dire mai", benché per gli autori un secondo libro è sempre più difficile del primo, ho semplicemente rinnovato il mio parere a riguardo.

martedì 3 novembre 2020

recensione IN OGNI GOCCIA DI PIOGGIA - Giordana Schiattarella

  Titolo: In ogni goccia di pioggia
Autori: Giordana Schiattarella
Genere: Romance
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In ogni goccia di pioggia rientra a pieno in quei libri che a me piace definire: storie di giovani, ma non solo per giovani. 
La trama, ben articolata, richiama un po' quei romanzi che mi piacciono tanto, quei colpi di fulmine (più colpi che altro), quegli opposti che si attraggono (forse non sono poi così diversi), quei finali attesi e agognati. Ma soprattutto, la trama nasconderà sin dall'inizio un elemento importante, creando quel velo di mistero attorno alla storia, quell'identità citata ma mai nominata, quella persona che dareste qualsiasi cosa per sapere chi sia. 
E non provate ad indovinarla come ho fatto io, ogni tentativo sarà vano!

Melissa, la nostra protagonista anticonformista, quella che ribalta un po' i canoni alla quale siamo abituati, è una ragazza che ha le idee chiare, è schietta e decisa, sa cosa vuole e ciò che non fa per lei. Ma come ogni buon tortino al cioccolato che si rispetti, all'interno della corazza croccante, si nasconde un cuore caldo di cioccolato fuso. Infatti lei, nonostante ciò che appare, è una persona estremamente fragile e dolce, a cui la vita non ha riservato solo gioie.

Dall'altra parte invece troviamo Elijah, il tipico protagonista maschile di cui potrei innamorarmi all'infinito, che è inutile opporre resistenza, perché tanto so già che il suo fascino mi conquisterà. 
La sua enigmatica figura, imparerete a conoscerla pian piano, non è un ragazzo che si apre subito e con tutti, ha bisogno di tempo e di avere la certezza che si può fidare di voi, ma state tranquilli che quando succederà, non lo mollerete più. 

Un libro che oserei dire ruota attorno alla parola dolore.
Che ne parla con naturalezza, che cancella i tabù della società, che non c'è nulla di male a mostrarlo. 
I nostri protagonisti ci insegneranno a convivere con il dolore, ci insegneranno che far finta che non esista, è il peggior modo per combatterlo, che anche quando sembra ci schiacci il petto, in realtà siamo già a buon punto con la nostra vittoria.
Un libro che affronta temi importanti con una tranquillità e disinvoltura apprezzata da una me lettrice, che nonostante qualche ripetizione, si legge tutto d'un fiato.
Un libro che metterà a dura prova la vostra corazza di "io non piango mai per i libri", perché di occhi lucidi ve ne farà fare tanti e... qualche lacrimuccia traditrice son certa farà capolino sul vostro viso.

Giordana Schiattarella, non è nuova nella mia libreria, infatti anni fa ho già letto il suo romanzo "Schegge del cuore"  una storia d'amore e "Senza far rumore" una raccolta di poesie.
E se è vero che oggi siamo tutto ciò che siamo stati, Giordana porta con se in questo romanzo, il suo bagaglio da autrice: infatti, questo libro, rispetto al primo, mostra evidenti miglioramenti stilistici frutto sicuramente di maturazione e studio. Inoltre, la sua anima poetica, emerge anche qui, perché quelle "note vocali" di Melissa, tra un capitolo e l'altro, sono dei veri e propri pensieri scritti sulla scia di brevi poesie. 
In ogni caso, vi assicuro che ogni elemento è stato inserito per un preciso motivo, quindi anche se vi sembrerà che si sia perso qualche pezzo per strada, che magari qualcosa non vi è chiara, sappiate che con l'epilogo verrà chiarito ogni dubbio (e tranquilli, ci sarà margine libero per inserirvi anche qualche bella sorpresa).





venerdì 30 ottobre 2020

recensione TIME OUT - Simona Gervasone



Titolo: Time Out
Autore: Simona Gervasone
Casa Editrice: 0111 Edizioni
Genere: Fantascientifico young adult
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Saper suscitare interesse non è una dote comune, forse per questo è tanto ricercata.
Saper suscitare interesse vuol dire avere una carta vincente nascosta, messa da parte e pronta da utilizzare solo al momento giusto.
Saper suscitare interesse è ciò che sa fare Simona Gervasone e questo libro ne è la prova.

Sulla scia di un racconto fantascentifico, viene costruita una storia più profonda che parla di amicizia, del rapporto tra genitori e figli, dell'adolescenza e la difficoltà che essa stessa rappresenta.
Inizia tutto con l'invenzione di un macchinario che permetterà di viaggiare nel tempo mediante il teletrasporto, frutto della geniale mente del Dottor O'Brain, il papà di Dereck (uno dei protagonisti del romanzo). 
Adesso quindi, non c'è più tempo da perdere, anzi.. direi proprio: tempo scaduto!

Time out. Un'avventura insolita, pericolosa quanto esilarante, coinvolgerà i due amici Dereck e Sid e li porterà in una "realtà parallela". Incontreranno, come ogni buona storia che si rispetti, altre persone nel loro percorso, dovranno fare i conti con loro stessi ma anche con bugie taciute per anni, dovranno capire che da soli non potranno vincere una cosa più grande di loro, perché l'unica via di uscita è l'unione, perché l'unione fa la forza. 

Leggere Time out è stato come approfittare della pazza invenzione del Dottor O'Brain per evadere dalla mia realtà, dalla difficoltà del periodo storico che stiamo vivendo, dalla necessità di avere sempre tutto sotto controllo.
Leggere Time out è stata la mia capanna segreta che costruivo da bambina, quella sconosciuta a tutti perché esisteva solo nella mia mente, perché nessuno potesse disturbarmi.
Leggere Time out è stato un ritorno indietro nel tempo di qualche anno, quando l'adolescenza sembrava un ostacolo insormontabile per me che avevo fretta di crescere e sembravo sempre ferma nello stesso punto; è stato un rivivere alcune sensazioni che mi mancavano da un po'.

Lo stile di scrittura dell’autrice è fluido, scende giù come un bel calice di vino a fine giornata. La descrizione di cose e persona è perfettamente equilibrata e posizionata bene all’interno della storia. Scoprire quest’autrice (è il suo primo libro che leggo) è stata una piacevole sorpresa.





recensione UNA GIOIA - Lea Landucci

Titolo:  Una gioia. Sarà per sempre? Autori:  Lea Landucci Casa editrice: Sperling & Kupfer Genere:  Chicklit Link D'Acquisto:  cli...