mercoledì 15 luglio 2020

recensione CARINO, MA NON E' IL MIO TIPO! - Federica Di Iesu


Sabrina ha 35 anni, non ha ancora trovato il lavoro giusto per lei e vive nell'albergo della sua amica Diana.
"Carino, ma non è il mio tipo!" è la risposta di Sabrina ogni volta che le viene chiesto un parere su un ragazzo. Delusa dall'ultima storia d'amore, ha alzato un muro con queste parole, perché adesso vuole solo pensare a se stessa, a trovare un lavoro e realizzarsi. 
Ma, quel ragazzo che lavora nell'albergo di Diana, che è costretta a vedere ogni giorno, forse non è solo carino ma incompatibile con lei, forse è qualcosa di più. 
No dai, cosa dico.. ha esattamente dieci anni in meno di lei. Mentre lui si diverte ad uscire con gli amici, lei lotta per coprire una ruga o tingersi i capelli bianchi. Niente da fare, anche lui questa volta sarà uno dei tanti "carino, ma non è il mio tipo!". 

Succede però, che a volte, la vita vada avanti e faccia accadere cose senza chiedere il permesso. 
Succede che un favore fatto ad un'amica, diventi il primo incontro importante.
Succede che il lavoro della tua vita, forse l'hai sempre avuto sotto gli occhi senza mai vederlo davvero. 
Succede che testa e cuore bisticceranno spesso, ma per qualche millisecondo troveranno il loro punto d'incontro, sta a te riconoscerlo, coglierlo al volo e andare avanti senza tradire nessuno dei due.
Perché Sabrina ha imparato che non bisogna mai dire mai, che le cose inaspettate sono le migliori, che basta buttare giù qualche mattoncino ed il muro intorno a noi crollerà. 

Sabrina è maldestra, impacciata, dal cuore grande. Sarà impossibile non amarla, ridere dei suoi disastri, imbarazzarsi per le sue figuracce, gioire dei suoi successi. Sabrina è un vulcano pronto ad eruttare, aspetta solo il momento giusto (e la persona giusta) per farlo, ed essere accanto a lei, leggendo la sua storia, è stato bellissimo. 

Federica Di Iesu, con questo libro frizzante, mi ha piacevolmente tenuto compagnia per diversi giorni. 
L'amore è nato dopo qualche pagina, perché all'inizio sembrava che il libro non mi avesse particolarmente colpita, ma con il susseguirsi della storia, mi ha piacevolmente conquistata.
E' un libro perfetto per questa stagione, da leggere sotto l'ombrellone, con vista mare, ma possiamo anche accontentarci del divano di casa nostra, perché, non è il luogo a fare la differenza, ma la persona con cui siamo. 
Un libro di rivincita personale, di nuovi inizi, di sogni mai chiusi in un cassetto. 

domenica 14 giugno 2020

recensione AMMAZZALAVORO - Marco Turco



Se c'è una cosa che mi è venuta difficile in questi giorni, è stato parlare di questo libro senza fare spoiler. 
Sono stata seriamente messa in difficoltà da Virginia, non che l'avessi sottovalutata eh.. ok dai, forse un po' si, però ho cambiato idea quasi subito. 

Chi è Virginia? Avete ragione, lei è un po' timida (ma anche molto sfacciata), quindi ve la presento io. 
Virginia è una ragazza alla soglia dei trent'anni, senza amici, senza un compagno, senza un lavoro.
Virginia è tutti e nessuno, è la nostra vicina di casa che ha difficoltà a trovare la propria strada, ma è anche il capo gruppo, quello forte e deciso che guida tutti. 
Virginia è uno dei più grandi enigmi dei nostri giorni. Lei rappresenta, come scrive l'autore stesso, "l'esasperazione di una piaga sociale" del nostro secolo.

Se dopo continue ricerche, varie porte chiuse in faccia e infiniti "le faremo sapere", Virginia ancora non ha trovato un lavoro, lei ha deciso di rifarsi a quella frase che piace tanto a tutti: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. 
Allora ci si rimboccano le maniche e se Virginia non trova un lavoro, sarà il lavoro ad andare da lei, perché quando crei tu qualcosa (in prima persona), nessuno può togliertelo. 
Nasce così Ammazzalavoro, non si parla di altro se non di lui (sì, perché tutti credono sia un maschio. Un caso? Non credo!). Niente contratti da firmare, niente colloqui tutti uguali e senza senso, solo sangue freddo e mente lucida.
Virginia non aveva pensato di dare quel nome al proprio lavoro onestamente, sono gli altri che l'hanno inventato, così come inventano tante cose, ma si sa.. ogni tanto bisogna far credere alla gente ciò che vuole. 

Come ogni serial killer che si rispetti, lei ha pianificato tutto, ha organizzato le cose nel minimo dettaglio, ha ben chiaro in mente il proprio progetto. Se il mondo non è giusto con lei, vorrà dire che si farà giustizia da sola (con quella che è la propria idea spuria di giustizia, come dice lei stessa). 
C'è amarezza nelle sue parole, c'è il sapore della sconfitta, la voglia di vendetta.
C'è una protesta ironica in questo romanzo, c'è l'apocalisse sociale nella quale la gente morta continua a camminare. 
C'è tanto, tanto, tanto da ridere. Nonostante non si tratta di una favoletta divertente, ma della cruda realtà in un'ottica senza compromessi, Virginia (per merito dell'autore Marco Turco) vi farà sorridere fino alla fine. 

Non leggete questo libro con i vostri occhi, ma lasciate che Virginia vi guidi con il suo sguardo.
Non concentratevi sulla padronanza linguistica dell'autore, perché potrebbe nascere un po' di invidia; piuttosto dedicate la vostra completa attenzione a leggere tra le righe, perché se saprete farlo, vi accorgerete che c'è scritto tanto.
Non condannate Virginia come farebbe chiunque, perché solo il tempo metterà in ordine quei pensieri confusionari che vi siete creati. 
Non etichettate questo libro, perché vi assicuro che dopo averlo letto, vi renderete conto che non esistono etichette che possano collocarlo e condannarlo ad essere una sola cosa. 


Ho scritto una recensione diversa dal solito, Virginia mi ha ispirata.
Se molte parole vi sembreranno incomprensibili, senza alcun significato logico, vi prego di leggere il libro e poi scrivermi per parlarne, perché son certa che a quel punto saprete argomentare ogni frase scritta qui sopra. 
Un libro che cela mistero in tutta la sua essenza, come Ammazzalavoro, ho creduto meritasse una recensione che potesse anch'essa essere nascosta da quell'alone opaco che crea l'ignoto. 
Un libro scritto così bene, credo che catturerebbe l'attenzione di chiunque, anche se parlasse della cosa più banale che vi venga in mente; ma se considerate che il tema trattato è importante quanto immortale (al momento, purtroppo), allora concorderete con me che Marco Turco ha fatto tombola. 


venerdì 5 giugno 2020

recensione LAYLA - Massimo Piccolo


Titolo: Layla
Autore: Massimo Piccolo
Genere: Narrativa, Noir
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Una storia dal profumo di nuovo inizio, quella scritta da Massimo Piccolo, con una Napoli diversa dal solito a far da sfondo. 
Niente caffè napoletano, niente folclore, niente malavita.

Una Napoli dai tratti noir, perché lo sapevate che è uno dei cinque centri esoterici più importanti al mondo?
Una Napoli che ci racconta le storie di cinque adolescenti, tutti protagonisti seppur su livelli diversi.
Una Napoli che aiuterà il lettore a farsi incantare dalle parole dell’autore, a concentrarsi su ciò che sta succedendo, a non stupirsi se tutto cambia. 
Una Napoli che sarà un'altra protagonista del romanzo stesso.

Non lasciatevi scoraggiare dal numero di pagine, perché nonostante siano circa 400, a lettura sarà scorrevole e non vi accorgerete neanche di essere arrivati alla fine.
Non solo perché l'autore ha saputo inserire perfettamente colpi di scena, dettagli importanti, tensione e sorpresa; ma anche perché ha fatto la giusta scelta (a mio parere) di scrivere capitoli brevi.
Anche a voi sembra di leggere più velocemente quando un capitolo è costituito da poche pagine?
A me succede spesso, ma in questo caso, ad aiutare è stato anche il ritmo incalzante per merito della penna di Massimo Piccolo.

Scene un po' crude si alternano a quelle di una vita quotidiana normale, quella di adolescenti che piano piano, ci entreranno nel cuore e ci sembrerà di conoscerli da sempre.
Quella di una storia che, articolata alla perfezione, farà esattamente accadere il contrario di ciò che ci si aspetta; di una storia che ci rivela tutti i suoi limiti; di una storia che lascia il segno, che vivrà in ognuno, che merita di essere letta. 



domenica 31 maggio 2020

recensione LA CITTA' DEL VIZIO - Angela Bevilacqua


Titolo: La città del vizio
Autore: Angela Bevilacqua
Genere: Fantasy
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La torta sbriciolata prende il nome dal modo particolare in cui viene fatta, che la rende friabile e appunto sbriciolosa mentre la si mangia. 
Un boccone per assaporare tutti gli ingredienti, ma anche per perdere qualche briciola sul tavolo, così come ne LA CITTA' DEL VIZIO, c'è qualcosa che si somiglia.
C'è la vita di Elia, che si è sbriciolata morso dopo morso, e lui ha dimenticato di prendere quelle briciole per ricomporle sul pezzo di torta. Così anche nella vita di Lucio e Adina, qualche briciola è stata persa per strada. 


C'è una cosa strana però, una cosa sconosciuta a molti, una città dove non ci sono limiti, dove ognuno può soddisfare i propri vizi nel modo più estremo. Una città che solo pochi possono vedere, solo pochi possono vivere, ovvero coloro che decideranno di inseguire i propri Peccati Capitali. Questa è la Città del Vizio. 
Ma c'è qualcosa che ancora non loro non sanno, un segreto nascosto dalla città. 
L'incontro con tre donne, Fede, Speranza e Carità, cambierà però la ricetta creata su misura sui nostri tre protagonisti, e forse così riusciranno a raccogliere le briciole della loro vita, ad assaporarle una ad una e a riscoprire il gusto che solo quei pezzetti possono dare.

Un modo insolito, diretto ed efficacie è quello che, a mio parere, ha usato Angela Bevilacqua per scrivere questa storia. La personificazione dei peccati capitali l'ho trovata una genialata, quanto la scelta dei protagonisti quali Elia, Lucio e Adina. 
Allontanando per un attimo i nomi dati a tutti i personaggi, sarà possibile eliminare la parte surreale del romanzo e ritrovarsi in qualcosa di concreto e contemporaneo. Sarà possibile vedere la debolezza dell'uomo, la sua incapacità a lottare, ma anche la sua voglia di farcela, di avere una rivincita, di saper usare nel modo corretto il proprio libero arbitrio. Perché l'uomo non è debole, non è incapace a lottare, solo che a volte lo crede. A volte, come l'autrice stessa scrive nel libro: "il dolore ci consuma, ci rende vulnerabili, il rimorso ci porta ad odiare noi stessi, il senso di colpa non ci permette di vivere."

Una storia profonda e dolorosa, raccontata guardando in faccia le nostre paure, per ricordarci che dobbiamo sempre averle accanto e mai alle spalle, perché se lasciate sole, potrebbero colpirci.
Non preoccupatevi di cercare di indovinare il finale della storia, ma lasciatevi guidare dai suoi protagonisti all'interno di questa città dove tutto è possibile. 


lunedì 18 maggio 2020

recensione LA QUERCIA - Sunny Valerio


Titolo: La quercia
Autore: Sunny Valerio
Genere: Romanzo/Thriller
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Ve lo presento così: una grande villa disabitata, una quercia che la protegge da quattrocento anni, una respiro senza volto né corpo. 
Che ne pensate? Io lo trovo intrigante già così. Sarà che amo le case antiche, buie, con infinite storie da raccontare; sarà che adoro la metafora della quercia; o sarà che la copertina è strepitosa? Chissà!
In ogni caso, se non siete ancora convinti, avrei due paroline da dirvi.

Dopo la morte prematura dei genitori, è la zia Clara a prendersi cura della piccola Dafne, a farle da madre, da padre e da zia. E' lei che la cresce, che la vede fare i primi passi, che la vede andare via da quella casa perché nonostante così enorme, le stava troppo stretta.
 Un legame indissolubile, in tutti i sensi. Ma anche un legame particolare, silenzioso, ricco di parole non dette e abbracci negati. Un legame che è tutto e niente, che è luce e ombra, che è caldo e freddo.

Quando anche zia Clara verrà a mancare, a Dafne non resta più nessuno, solo una cosa: la Quercia. Quella villa di famiglia che le sembra ancora più cupa adesso, più vuota e silenziosa senza la zia, più grande e dispersiva. Ma cos'aveva di così importante da tramandarla di generazione in generazione? Cos'è che l'ha sempre resa così ipnotica?
Dafne decide di prendersi del tempo, di staccarsi dalla sua quotidianità, di ritornare lì dove tutto ebbe inizio e di cercare di capire.

Non è un caso che la protagonista sia proprio una donna, e se state pensando si tratti di un banale cliché siete sulla strada sbagliata, perché la realtà è solo una: "a tutte le donne che nella loro fragilità trovano sempre forza". 
E' a loro che Sunny Valerio dedica il suo libro. Alle donne fragili, indecise, forti.
A quelle donne che corrono verso ciò che più amano, sanno che potranno inciampare e cadere, e spesso succederà. A volte riusciranno al alzarsi e riprendere da dove hanno interrotto, altre volte dovranno prendersi una pausa oppure curarsi le sbucciature. Altre ancora dovranno fare qualche passo indietro per guardare in faccia quella pietra che le ha fatte rotolare sull'asfalto e superarla con fierezza.
Un po' come fa la nostra Dafne nel libro, inconsapevolmente costretta a tornare sui suoi passi (o meglio: su quelli della sua famiglia), per poter guardare quella Quercia dalla giusta prospettica e capire qual è il punto esatto per ammirarne la bellezza.

Una storia senza tempo, nel quale presente e passato si intrecciano perfettamente.
Una storia insolita, nel quale immaginazione e realtà camminano a braccetto.
Una storia angosciante, che racconta di segreti, stalking e violenza con una penna decisa, una mano ferma e una lucidità tangibile.
La cosa che mi incuriosisce nel 90% dei libri che leggo è pensare come mai l'autore decida di raccontare proprio quel tipo di storia, come mai ha scelto un genere piuttosto che un altro, un tema particolare o un dettaglio fondamentale. Come mai?
Così, la curiosità presente praticamente in ogni pagina di questo libro, mi ha spinto a fare a Sunny Valerio la fatidica domanda:
- Come mai ha scritto proprio questa storia?
- Mi è venuta fuori come un fiume e solo quando ho scritto l'ultima parola dell'ultima pagina mi sono resa conto che forse avevo qualcosa dentro e che adesso è lì, tra le vostre mani.

Trovare il book trailer del libro qui.


giovedì 7 maggio 2020

recensione QUANDO CUPIDO TIRA FRECCE - Tiziana Pagano


Titolo: Quando cupido tira frecce, e anche brutti scherzi!
Autori: Tiziana Pagano
Genere: Romance
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Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta che Cupido fosse contro di lei/lui, o che si divertisse a fare dispetti e.. brutti scherzi!

Lucrezia lo pensa spesso sapete? Giovane appassionata di storia, mamma a tempo pieno ed ex moglie senza rancori. Per mesi sola e senza pensieri, a parte la sua adorata bambina, finché non si accende la scintilla di un ritorno di fiamma con il suo ex marito Roberto, proprio quando anche Riccardo, un affascinante produttore di vini, eserciterà il suo fascino sulla giovane donna. Chi avrà la meglio?
In parallelo, ci verrà raccontata anche la storia di Isabelle e Francois, ambientata nel ‘700 a Parigi, ai tempi della presa della Bastiglia, con una rivoluzione francese a far da sfondo, ricca di amore ma anche di sofferenze.

Per la costituzione delle rette parallele che, come da definizione geometrica, viaggeranno senza mai incontrarsi, sarà quindi necessario fare un piccolo appunto: queste due storie, ad un certo punto, troveranno la propria retta trasversale che, come un vero e proprio filo conduttore, attraverserà le due storie. Un po’ come quella freccia che Cupido scaglia per far nascere l’amore, anche se qualche volta sbaglia la mira. Ma è sbagliando che si impara, vero?



Con uno stile di scrittura semplice, un linguaggio fruibile e una trama scorrevole, Tiziana Pagani ci narra una storia leggera e carina, con vari riferimenti storici (per ovvi motivi) che si intrecceranno perfettamente alla narrazione dei giorni nostri.
Un romanzo per chi ha voglia di passare qualche ora in piacevole compagnia, per chi ha voglia di immergersi in una storia di piacevole lettura, per chi ha bisogno di rilassarsi sul divano con un buon libro e magari anche quella ciotola di cookies fatti in casa (ricetta qui).



mercoledì 1 aprile 2020

recensione MAI UNA GIOIA - Lea Landucci

Titolo: Mai una gioia, amori e altri inciampi
Autori: Lea Landucci
Genere: Chicklit
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Quante volte abbiamo detto "Mai una gioia" ?
Dopo una giornata di sfighe, dopo il rifiuto del tipo che ci piace da matti, dopo aver mancato per poco l'occasione del secolo.
Ecco, sommate tutte queste volte e... vi presento Cristina.
Trent'anni, investigatrice digitale tramite i social network (che figata!), una madre insopportabile ma un padre amorevole, un fidanzamento chiuso con un solo sms, Carmen (il cane) come coinquilina, le migliori amiche in altre città dell'Italia.
A far da cornice a questo quadro grigio però, ci sarà la  bellissima Firenze: quella che l'autrice ci descriverà minuziosamente tanto che, nonostante io purtroppo non ci sia mai stata, mi sembra di conoscerla da sempre.

La sera di capodanno però, Cristina promette alle sue amiche che quello sarà il suo anno: che riuscirà finalmente a trovare quel giorno perfetto da raccontare, in cui tutto andrà bene dalla mattina alla sera.
Nuovi incontri, delusioni sempre alle porte, cambi radicali.
Cristina proverà a ripartire da dove ha interrotto la sua vita, solo dopo essersi accorta che non la stava guidando lei. Cristina prenderà per mano la sua quotidianità, la porterà verso luoghi nuovi, facendole ammirare quei panorami che vede ogni giorno con occhi diversi, le presenterà un lato del suo carattere che non credeva di avere. Cristina accompagnerà la sua quotidianità verso qualcosa di diverso.

L'autrice, per chi la segue su instagram e la conosce anche solo un poco, la riconoscerete in ogni parola., perché Lea viene fuori in tutto quello che ha scritto. Nonostante lei e Cristina siano completamente diverse (come l'autrice stessa ha dichiarato), sembrano così unite, come se fossero una cosa sola. In questo romanzo c'è la Lea laureata in ingegneria informatica, ma anche la Lea amante dei Chicklit, senza dimenticare la Lea insegnante d'improvvisazione teatrale.
Come possa una persona essere tutte queste cose, ma soprattutto conciliarle all'interno di sole 24ore, non lo so. Ma so che lei ci riesce.. forse le sue giornate sono di 48h? Appunto mentale: devo ricordarmi di chiederle se può svelarmi il suo segreto!!

Affermare che questo libro sia l'esordio di un'autrice, non significa inconsciamente pensare ad una scrittura spinosa, un po' acerba, perché Lea dimostrerà tutt'altro.
Dimostrerà la sua bravura nel descrivere gli avvenimenti, lasciando ampio spazio ai dialoghi, ai pensieri interiori, alle circostanze, permettendoti di entrare nella storia da una prospettiva privilegiata.
Dimostrerà la bellezza di questo genere letterario: frizzante, piacevole, leggero, di compagnia, senza mai cadere nella banalità.
Dimostrerà anche a chi vorrà negarlo, che in realtà, anche nel profondo, c'è una Cristina in tutte noi.



sabato 29 febbraio 2020

recensione SEX AND CONFUSION - Lara Coraglia


Titolo: Sex and Confusion
Autori: Lara Coraglia
Genere: Romanzo Erotico
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Sex and Confusion presenta tutte le carte in regola per essere una piacevole lettura, di quelle che servono per farti compagnia e aiutarti a distrarti un po'.
Lara Corvaglia, narra la storia di Aileen, una ragazza a cui non è mai mancato niente nella vita, tranne la libertà. Con tutto l'amore del mondo, i genitori le hanno sempre dato tutto, ma forse sono stati un po' troppo apprensivi nei suoi confronti.
Aileen però, se ne accorgerà solo quando andrà con la famiglia in vacanza a Sidney dagli zii.
Lì troverà una realtà completamente diversa: una cugina che vive senza regole, due genitori super permissivi e ... tanto da scoprire.

Da ciò che ho appena scritto però, direte voi, non vi è nulla di erotico in questo libro (come invece è scritto nella scheda di presentazione). E invece c'è.
Perché Aileen non riscoprirà solo un'altra sé, a cui piace uscire fino a tardi, correre al mattino presto e andare a bere con gli amici; lei scoprirà anche una sua parte molto intima, quella della sfera sessuale, che per anni ha sempre represso.

Ma come la stessa autrice ci chiede nella trama stessa: "Avete mai pensato cosa succederebbe se il nostro cervello cancellasse dalla memoria tutti gli eventi eccitanti della nostra vita?"
Perché è possibile, ed è quello che succede ad Alieen.
Solo con il tempo e l'aiuto di una persona particolarmente importante, lei scoprirà di essere affetta da allodoxafobia: si manifesta poiché il cervello reagisce in modo particolare ad alcuni stimoli.
Quindi cosa succedeva alla nostra protagonista? Dimenticava tutti gli eventi, tutte le cose che nel suo inconscio erano profondamente sbagliate, ma alle quali non riusciva a resistere.
Quindi le viveva, ma poi, come un involontario meccanismo di difesa le eliminava radicalmente dalla propria memoria. Ma la difficoltà non è solo rendersene conto, ma soprattutto accertarlo e cercare di lavorarci, trovare persone che ti capiscano e ti aiutino.

Le scene più spinte sono descritte a mio parere in modo pulito e delicato, nulla di volgare.
Ho apprezzato molto infatti, il modo dell'autrice di narrare le situazioni di sesso, discostandosi fortunatamente da quei romanzi erotici crudi al quale purtroppo siamo abituati.
Unica pecca di questo libro? Come ho già detto all'autrice, c'è un passaggio che mi è sembrato un po' forzato (non lo cito per evitare spoiler). Ma a parte questo unico episodio di incongruenza con il romanzo stesso, nulla da dire: stile di scrittura semplice e lineare, lo si legge davvero in poche ore, ricco di contenuti e colpi di scena.



martedì 25 febbraio 2020

recensione OSTRICA - Charass


Titolo: Ostrica
Autori: Charass
Genere: Poesie
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Non ricordo di aver mai avuto una difficoltà simile a quella che ho in questo momento per scrivere la recensione di Ostrica, una raccolta di 30 poesie di Charass (nome d'arte dell'autore).
Difficoltà perché il mio pensiero è praticamente diviso in due: da una parte c'è l'ironia che utilizza Charass, che ho tanto apprezzato; dall'altra invece c'è un linguaggio un po' crudo.
Ma mi spiego meglio.

All'interno della stessa poesia, ho adorato alcune parti le quali, leggendole, chiudevo un attimo il libro per riderci su, rifletterci, e talvolta leggerli anche ad alta voce a mia sorella, alla mia coinquilina, o chiunque fosse in stanza con me in quel momento.
Dietro l'ironia, si celano parole provocatorie, messaggi importanti, chiare valutazioni dell'uomo.
Penso che Charass sia stato bravo a far questo, molto.
Vi lascio un pezzetto, in modo da potervi chiarire meglio la mia idea:

"oggi sono uscito senza mutande.

ho fatto qualcosa
di veramente speciale.

e non se n'è accorto nessuno,

i grandi gesti passano inosservati."

L'ho riletta più volte. Ho sorriso. L'ho condivisa con la mia coinquilina. Ha riso anche lei. Ho pensato che Charass fosse stato bravo nel racchiudere in queste semplicissime parole, una cosa che succede spesso oggi giorno, facendoci riflettere grazie ad un uomo che è uscito senza mutande.
Non saprei spiegarvi cosa sia successo, credo che ognuno lo possa interpretare a modo proprio.
Perché è così la poesia vero?! Ogni lettore la vede dal proprio punto di vista, legge tre le righe ciò che egli stesso vuole che ci sia scritto.

D'altra parte però, ho letto anche dei pezzi un po' crudi che, ammetto, all'inizio non mi dispiacevano.
Al contrario, apprezzavo quell'evidente contrasto. A lungo andare però, con alcune poesie in particolare, mi è sembrato di leggervi un eccessivo utilizzo di questo linguaggio. Mi è sembrato (personale umile parere) un po' volgare, anche sessista talvolta.
Eviterei di riportare quelle parti, per non urtare la sensibilità di qualcuno. 

Come potete comprendere quindi, ho pareri completamente differenti su Ostrica.
Non riesco ad unirli e tirarne fuori uno unico, non riesco a trovare un comune multiplo tra i due.
Quindi, se le altre volte, vi consigliavo di leggere un libro per numerosi motivi, oppure vi dicevo che il mio parere era assolutamente negativo, questa volta vi dico:
leggete Ostrica se siete curiosi di scoprire come l'autore riesca a mettere insieme due cose così differenti, se avete voglia di qualcosa sicuramente di diverso (non aspettatevi le solite poesie d'amore che si leggono su internet), se avete voglia di mettervi in gioco, leggendo ed interrogandovi su ogni singola parola (anche quelle che non condividerete). 

Ho parlato tanto con Charass dopo aver terminato la lettura delle sue poesie.
Ci siamo confrontati e fatte domande a vicenda, tutte in una conversazione puramente informale.
C'è una cosa che mi ha detto, che mi ha fatto riflettere più delle altre.
La sua scelta per il titolo. Charass quindi mi ha scritto:
"Così mi sono detto, ormai tutti rendono pubbliche le loro belle serate e i loro bei vestiti. Tutti che pubblicano foto felici, ma nessuno poi parla di quando finisce la festa sono soli al letto e piangono perché la loro vita è vuota. Lo faccio io. E quindi ho deciso di raccontare quello che nessuno racconta, nel bene e nel male. Nessuno racconta di quando il padre gli urla addosso e lo fa piangere? Lo faccio io. Nessuno racconta di quanto siamo soli e pieni di incertezze? Lo faccio io. E per farlo c'è bisogno di un linguaggio forte, altrimenti nessuno se ne accorge. Da qui Ostrica. Perché il linguaggio è duro, crudo, fastidioso a volte (il pesce crudo a molti dà fastidio, fa vomitare) ma dentro ogni poesia c'è una "perla" dove chi vuole intendere intende, la prende e se la porta a casa."


Vorrei terminare però, con una delle mie frasi preferite.
L'ho letta come una parte motivazionale, ma come già detto, ognuno ci metterà del suo.

ma puoi farcela, il trucco
è non impazzire del tutto.
sei destinato, a farcela.
altrimenti
non saresti qui.


lunedì 24 febbraio 2020

recensione RICORDATI DI SORRIDERE QUANDO PIOVE CACAO - Elisa Crescenzi



Titolo: Ricordati di sorridere quando piove cacao
Autori: Elisa Crescenzi
Genere: Romance
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Mancavano solo pochi giorni alla pubblicazione di questo libro quando Elisa mi ha detto che era terrorizzata, aveva paura di far leggere Ricordati di sorridere quando piove cacao, perché lì c'erano custoditi tutti i suoi ricordi più belli.
Elisa ha messo nero su bianco i suoi sentimenti, le sue emozioni, la sua sofferenza, e se fino a qualche giorno prima erano solo suoi... adesso stavano per diventare di tante persone.

Perché si! Leggendo queste pagine, leggendo la storia di Elena e del suo legame indissolubile con la nonna, ha rievocato in me ricordi che non credevo di custodire ancora.
Elisa Crescenzi ha scritto "ci sono ricordi che ci stanno stretti e vorremmo cancellare, altri invece vorremmo tenerli con noi per tutta la vita", ed io con il suo libro, li ho risvegliati tutti.
Il ricordo della ciambella appena sfornata a colazione, del sorriso consolatore dopo una giornata storia, dell'abbraccio in cui perdersi ore e ore, del suo profumo, della sua espressione, delle sue carezze.
Ricordi che fanno male perché sembra siano sempre lì pronti a metterti con i piedi per terra e realizzare cosa non c'è più... chi non c'è più. Ma in realtà, se li si ascoltano bene, loro sono lì per ricordarci che si, è vero che adesso non sono fisicamente con noi, ma dal nostro cuore non vanno via.

Ho pianto tanto con questo libro, ho rivisto me e mia nonna, ho rivisto Elisa Crescenzi e la sua, ho percepito quei brividi che sicuramente avrà avuto anche lei mentre scriveva.
Ho avuto la sensazione che così come Elisa ci ha messo il suo cuore in mano, tra quelle pagine, così stavo facendo io anche solo leggendo.

Inutile scrivere di quanto io adori il modo di scrivere di quest'autrice, quello lo sapete già.
Ma una cosa voglio sottolinearla, anzi: due.



Mi consolo leggendo che c'è ancora qualcuno che descrive uomini diversi. Basta con tutti questi maschilisti stronzi, perché nella vita reale, per fortuna, ci sono ancora uomini dolci, attenti, premurosi.
Rompiamo questo cliché del ragazzo aggressivo, bello, menefreghista, ma aggiungiamocela una manciata in più di zucchero in questa ricetta, perché vi assicuro che non rovinerà il risultato finale... al contrario: lo migliorerà.


Se credete che ad Elisa Crescenzi piaccia nuotare controcorrente, siete sulla strada giusta. Si sa, purtroppo, che ormai da qualche anno, c'è una tipologia di scrittura che cattura maggiormente (anche se onestamente non me lo so spiegare), quella di usare termini eccessivamente spinti, talvolta anche volgari, che certo non rendono giustizia alla scena stessa. Elisa però, anche in questo, trasmette la sua infinita dolcezza, la sua delicatezza, quella dei personaggi.
La sensibilità con cui descrive un momento intimo, importante. 


Non vi consiglio di leggere questo libro, ma vi auguro di innamorarvene. 


Ancora una volta è evidente la cura nel dettaglio per ogni minima cosa.
Ogni capitolo ha come titolo il nome di una ricetta, quella che verrà ripresa all'interno dello stesso. Ma soprattutto, nelle ultime pagine sarà possibile avere un vero e proprio ricettario di tutte le pietanze che sono state nominate durante la storia.
Così io, che mentre mi gustavo le ultime parole di questo romanzo, avevo tirato fuori dal forno un plumcake ai mandarini pronto per essere assaggiato, ho deciso di condividerlo con voi, di scrivervi la ricetta. Per la storia da cucirci sopra, bè.. a quello ci pensa Elisa!! 


giovedì 20 febbraio 2020

recensione BUIO SCARLATTO - Daniele Tommasi



Titolo: Buio scarlatto
Autori: Daniele Tommasi
Genere: Narrativa contemporanea
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Buio scarlatto è stato una piacevolissima sorpresa.
L'autore me l'ha presentato come un libro particolare, un po' lento all'inizio, con un finale sorprendente.
Aver già saputo tutte queste cose in anticipo mi ha fatto un po' preoccupare, perché temevo di rovinarmi l' effetto sorpresa. Invece ha fatto bene!
Ha fatto bene a dire di non preoccuparmi se l'inizio mi sembrasse lento, perché poi sarebbe cambiato radicalmente, altrimenti forse mi sarei lasciata scoraggiare.
Ha fatto bene a dirmi che sarebbe stata una lettura insolita, perché mi sono ritrovata in questo aggettivo in ogni pagina.
Ha fatto bene ad augurarmi di perdermi nella bellissima Viareggio, perché merita.

Ho prestato attenzione ad ogni singola parola scritta da Daniele Tommasi, alla minuziosa descrizione di ogni personaggio e situazione, perché me li ha resti veri, palpabili, accanto a me. Ho prestato attenzione alla sua ironia, così sottile e tagliente, necessaria e adorabile.
Ho prestato attenzione all'utilizzo delle metafore, perché ad usarne troppe di rischia di esagerare, ma l'autore le ha pesate perfettamente.

Daniele racconta di Walter, Andrea, Sergio, Virginia e tanti altri, come se fossero i suoi amici più cari, come se li conoscesse da sempre, senza perdere l'occasione di far emergere anche il lato negativo di ognuno di loro.
Racconta del sole che "stava tramontando dipingendo le case e le strade con le sue sfumature di scarlatto",  ma anche dei "facili equilibri che governavano quella storia" (quelli tra padre e figlio, tra amici, tra due ragazzi la cui storia d'amore sembra tenuta in vita da un filo sottile anche se è finita).
Racconta della voglia di mettersi in gioco, ricordandosi che fallire non significa essere un fallito, che fallire significa provarci, e provarci significa vincere, in ogni caso. 

Infine, non per importanza, vi dico solo due parole sull'ultimo capitolo: Voce Narrante.
Ho letto questa parte con il cuore in gola... cavolo!
Ho immaginato quella persona (niente nomine per non fare spoiler) davanti ai miei occhi, dirmi quelle cose, e io impotente, con il viso rigato dalle lacrime.
Ho chiuso il libro con un solo pensiero che mi frullava nella testa: ottima mossa Daniele Tommasi, hai vinto! Perché non c'era nessuna gara, ma quella chicca finale, ne ha aperta una e l'ha conclusa a testa alta.

Con l'augurio di potervi gustare la vita "con in mano l'ennesima birra della serata e un oceano di buoni propositi" [- cit. Walter]. 



recensione LAURA E LA LUPA - Paola Bonfanti

Titolo:  Laura e la lupa Autore:  Paola Bonfanti Casa   Editrice : scatole parlanti Genere:  Narrativa Link D'Acquisto:   clicca qui Lau...